ROMA non si ferma, anzi. A settembre, gli arrivi negli alberghi sono cresciuti del 9,58 per cento (in termini assoluti 757.226 visitatori) e le presenze del 10,60 (ossia 1.870.340 unità). Non basta: per ottobre e novembre le prenotazioni segnalano ulteriori saldi positivi: 8,6 per gli arrivi e 9,2 per le presenze. E secondo l'Ufficio Cambi, in questi giorni sono due miliardi i soldi spesi a Roma dagli stranieri: per la città l'incremento . è del 20 per cento, contro il 7 nazionale. Ieri a rendere noti gli ultimi dati dell'Ente bilaterale del Turismo è stato il sindaco Walter Veltroni all'assemblea annuale del Comitato piccola industria presso la Uri, l'Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma. Nel pomeriggio arriverà poi un comitato congiunto a firma di Veltroni e del vicesindaco Maria Pia Garavaglia per commentare i numeri. «Si tratta di incrementi davvero importanti, che diventano straordinari spiega la nota considerando che si riferiscono ad un anno 2005 fortemente positivo (7,79 sugli arrivi, 9,29 sulle presenze) sul precedente 2004, a sua volta positivo sul precedente 2003 (6,10 arrivi, 4,88 presenze). Ormai è reale parlare di 18 milioni di presenze a fine 2006, e di un incremento degli arrivi di quasi il 25 negli ultimi 3 anni». Tra le curiosità del rapporto, la crescita dei turisti dal Nord America 161.154 arrivi con un più 15,30 e 403.682 presenze, pari a un incremento del 15,83 e, tra le prenotazioni di ottobre e novembre, bene la Cina con un 2,8 e 4,1 di saldo positivo. Ma i numeri offerti alla platea da Veltroni non sono stati l'unico momento interessante dell'assemblea del Comitato piccola industria. Il presidente degli industriali capitolini Luigi Abete ha parlato della necessità di rafforzare l'associazionismo imprenditoriale per diventare sempre più uniti e più forti, e il suo omologo Giuseppe Morandini, presidente della Piccola Industria presso Confindustria nazionale, ha riconosciuto che «anche in questo senso Roma è un laboratorio a cui guarda tutto il Paese». Ancora Abete ha proposto consorzi di garanzia fidi per le piccole imprese, «che sono l'ossatura del Sistema Paese e del sistema Lazio». «Nella nostra provincia spendiamo 56 milioni l'anno in adempimenti perla privacy» ha spiegato il presidente del Comitato Giuseppe Gori, e si è capito che si sarebbe parlato molto di burocrazia. Ancora Gori ha ricordato come il 32 per cento delle imprese laziali siano costituite da 1 o 2 addetti, e poi ha chiesto norme diverse per gli appalti «che escludono le piccole imprese perché riducono i competitor». «Subito un tavolo per ridurre la burocrazia» hanno risposto Veltroni, e anche il presidente della Provincia Enrico Gasbarra«Serve un big bang burocratico, un abito nuovo per istituzioni, imprese e cittadini: per la Laurentina abbiamo chiesto 22 pareri: troppi» e l'assessore regionale a Ricerca e Innovazione Raffaele Ranucci poi ha ricordato anche i numeri dei modello Lazio: un Pii dell'1,7 nel 2006, export più 4 nello stesso periodo e stime del5,5 perii 2007, del 4,7 per il 2008 e 4,3 del 2009. Chiude Abete: «Clima positivo».