L'arte come testimonial dell'Italia: fu così al G7 di Napoli, e al più recente vertice-Nato a Pratica di Mare, e così è anche da ieri a Bruxelles e Strasburgo per il semestre di presidenza italiana all'Ue: e Napoli è ben rappresentata sia sul versante dell'arte classica, antica, che su quello contemporaneo, per la presenza di un cavallo con stella di Mimmo Paladino. Dal ricco scrigno dell'arte classica custodita al Museo nazionale archeologico hanno raggiunto il Belgio e la Francia cinque opere di ottima fattura che dànno il senso dei tanti tesori d'arte che Napoli e il suo prestigioso Museo possono offrire all'ammirazione del mondo. Sono partiti da via Foria una scultura in marmo, una statua loricata di Marco Aurelio, dell'età medio-antonina (nella foto di Luciano Pedicini), un gruppo decorativo, sempre in marmo, che raffigura «Eros con delfino» (età imperiale), e un cratere di marmo con rilievo bacchico, tutte opere della collezione Farnese, più due piccole erme cosidette di Arianna, provenienti da Ercolano, della prima metà del I secolo d.C. I "pezzi", come confermano alla Soprintendenza archeologica, sono stati scelti direttamente dalla presidenza del Consiglio sulla scia dell'«arredo» che fu fatto a Pratica di Mare in occasione del vertice-Nato, quando furono esposte molte più opere provenienti dal Museo archeologico nazionale di Napoli. A Bruxelles le opere "napoletane" sono in buona compagnia, con quadri e statue provenienti da alTre sedi museali nazionali, tra cui un busto di Adriano, suggerito al premier dal ministro Urbani quale simbolo dell'evento, la cui provenienza - attribuita al Museo napoletano - pare invece (la presidenza del Consiglio ha dimenticato di diramare un elenco delle opere chieste in prestito) risalire ai Musei Capitolini. Molto cauto il commento del soprintendente archeologico Fausto Zevi sulla utilità di queste mostre: «L'idea di un arredo puramente decorativo ed ornamentale - afferma infatti Zevi - non mi soddisfaceva, perciò ho espressamente chiesto che le opere venissero esposte come in una mostra, con cartellini che contenessero descrizione e provenienza dell'opera. Anche se mi rendo conto che non si tratta di una mostra, ma di una vetrina, che in quanto tale privilegia la nozione di puro arredo, che come ho detto non mi trova d'accordo. Sarebbe stato meglio allestire una mostra, pur piccola, piuttosto che questa semplice vetrina...».