Corte dei Conti 2 LA SOMMA È UGUALE AI TAGLI PER COMUNI E REGIONI Si va dalla Casa Buonarroti, all'Istituto di studi verdiani, dal Centro studi sull'Alto Medioevo all'Ente ville vesuviane La Corte dei Conti stana otto enti culturali a carico dello Stato. Otto fondazioni che si spartiscono, in tutto, una torta di quasi cinque milioni di euro. Denaro pubblico. Più o meno il corrispettivo dei tagli agli enti locali previsti nella legge finanziaria del governo Prodi. E' quanto emerge da una relazione inviata al Parlamento dalla magistratura contabile, organo cui spetta il controllo su tutti gli enti che maneggiano denaro pubblico. E questi che seguono ne maneggiano davvero tanto. Partiamo dal meno pretenzioso. Si tratta dell'Ente Casa Buonarroti, nota galleria di Via Ghibellina a Firenze che conserva alcune opere di Michelangelo. Ebbene, il contributo annuo percepito dallo Stato è di 87.510 euro. Poco tutto sommato. Soprattutto se paragonato ai fondi pubblici a disposizione dell'Istituto di diritto agrario internazionale e comparato. 198.401 euro. Spesi come? Iniziative dall'indubbio valore culturale: borse di studio per studenti stranieri, stampa e rilegatura degli atti dei convegni, riviste specializzate in diritto agrario. Chi non avesse pulsioni bucoliche, ma inclinazioni per le grandi questioni della storia può star tranquillo. Lo Stato italiano non é avaro con gli studiosi della materia. E ha allentato i cordoni della borsa. Generosamente. I beneficiari sono tre. Anzitutto, l'Istituto nazionale di Studi sul Rinascimento. L'ente, con sede a Palazzo Strozzi, Firenze, aveva chiesto un contributo statale di 340.952 euro. Nehaavuti "soltanto" 191.184. Pazienza. Perché c'ha pensato la Regione Toscana a integrare. Con un sostegno di 50.457 euro. Prossima iniziativa in cantiere? Un seminario su astrologia e filosofia alla fine del '600. Imperdibile. Nel bilancio del Centro studi sull'Alto Medioevo, alla voce contributi, ci sono due capitoli: il primo é rubricato "Stato" (232.405 euro), l'altro "Enti pubblici" (191.644 euro). Quali, non è dato sapere. È noto invece chi sostiene finanziariamente la Scuola archeologica italiana di Atene. E' il Ministero dei Beni Culturali. E versa all'Ente 967.000 euro. Finito qui? Non ancora. Perché la benevolenza pubblica investe anche altri campi dello scibile umano. L'Istituto nazionale di studi verdiani, con sede a Parma, ha l'obiettivo di valorizzare la figura e l'opera di Giuseppe Verdi. E le finanze romane non sono insensibili alla causa: 99.889 euro è il contributo annuale percepito dall'Ente culturale. Appena qualcosina in più rispetto ai trasferimenti statali trascritti in bilancio dal Centro internazionale studi di architettura "Andrea Palladio" di Vicenza: 93.679. Poca roba, comunque, rispetto al mega contributo pubblico riservato all'Ente Ville Vesuviane. Fondazione che riceve 1 milione e 900mila euro dallo Stato. E 392mila euro dalla Regione Campania.
Si spendono 5 milioni per otto enti culturali
La Corte dei Conti ha rilevato che otto enti culturali a carico dello Stato ricevono un totale di quasi cinque milioni di euro all'anno. Questi enti includono la Casa Buonarroti, l'Istituto di studi verdiani, il Centro studi sull'Alto Medioevo e l'Ente Ville Vesuviane. Il contributo annuo percepito dallo Stato è di 87.510 euro per la Casa Buonarroti, 198.401 euro per l'Istituto di diritto agrario internazionale e comparato, 191.184 euro per l'Istituto nazionale di Studi sul Rinascimento e 232.405 euro per il Centro studi sull'Alto Medioevo.
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