Ci sarebbe quello della Società Dantesca che ha sede nel palazzo accanto ma i proprietari non sono disponibili Senza ascensore museo chiuso I RESTAURI di Orsanmichele sono andati avanti per vent'anni. E ora che «il più fiorentino dei monumenti fiorentini», antica chiesa e sede delle arti e delle corporazioni, luogo simbolo del potere civile ed economico della città, è stato completamente ripristinato, non può riaprire il suo museo. Manca l'ascensore. Ed è scaduta persino la convezione tra soprintendenza e Società dantesca italiana per l'uso del passaggio aereo che collega Orsanmichele con il Palagio dell'Arte della Lana. Anzi, dove l'ascensore ci sarebbe, ma è di uso privato della Società dantesca. E per di più, sono partiti i lavori di messa a norma della sede dell'istituto, e fino a gennaio 2007, ascensore e scale sono impraticabili. Addio al museo, a quella sorta di antologia della scultura del '400 e '500 che custodisce. Ossia agli originali dei capolavori di Ghiberti, Baccio da Montelupo, Nanni di Banco, Verrocchio e Donatello. Eppure, dopo anni di chiusura per lavori, per allestire e approntare le copie delle 14 statue poste nelle edicole esterne di Orsanmichele, il 27 novembre dello scorso anno l'allora soprintendente Antonio Paolucci aveva annunciato inaugurato l'apertura della chiesa e promesso che avrebbe riaperto presto anche il museo «alla fruizione turistica, all'ammirazione e all'orgoglio dei fiorentini», con tanto custodi. Invece la chiesa è aperta al culto e alle visite, ma il museo resta sbarrato. Spiega il direttore di Orsanmichele Antonio Godoli: «I due istituti coinvolti, il Polo museale e Società dantesca devono trovare un'intesa per utilizzo dell'ascensore esistente, dato che non sono possibili altri collegamenti meccanici, anche per garantire la necessaria fruibilità del museo anche ai visitatori disabili. Potrebbe essere costruita una torre esterna, ma è un intervento assolutamente improponibile dato il valore dei luoghi». Insomma in tutti questi anni il museo è rimasto sempre chiuso. Solo pochi visitatori hanno potuto visitarlo, salendo a piedi ovviamente. Possibile che non si trovi un accordo per l'uso comune dell'ascensore? Risponde il presidente della Società dantesca Guglielmo Gorni: «No, è impossibile. L'ascensore è di nostro uso privato, passa nel nostro territorio di uffici e biblioteca. Inoltre il 27 luglio scorso ho anche scritto una raccomandata a Paolucci che sarebbero partiti i lavori nella nostra sede. Ed è scaduta anche la convenzione per l'uso della scala aerea, di nostra proprietà». Inutile ribattere al presidente Gorni che, forse, si può trovare il modo per rendere agibile l'ascensore sia agli studiosi che ai visitatori. «Impossibile ribatte Abbiamo le nostre iniziative con nove letture dantesche, frequentate da tanta gente. L'ascensore resta di nostro uso privato. Non vedo altra soluzione». Insomma turisti e fiorentini si accontenteranno di veder le copie dei marmi e dei bronzi nelle edicole. E tra poco arriverà anche l'ultima mancante: quella in bronzo del San Matteo del Ghiberti. L'originale è chiuso con le altre statue (ad eccezione del S. Giorgio di Donatello, al Bargello) al primo piano di Orsanmichele.