La proposta del tecnico,specializzato nei beniculturali, è finalizzataad evitare le ingentispese per la copertura In un vicolo cieco le trattative per il recupero. L'architetto Bursi: "Costruiteci sopra un palazzo" FANO - E' non solo una questione di carattere urbanistico, ma diventa un'esigenza prioritaria di carattere culturale. Parliamo dell'esigenza di recuperare convenientemente l'area del teatro romano in via De Amicis, il cui rinvenimento è stato definito dai tecnici del settore come l'evento più importante di carattere archeologico che si è verificato a livello regionale negli ultimi anni. Lo stallo dei lavori è dovuto a due difficoltà: quella di acquisire da parte del Comune la proprietà dell'area e quella di trovare i finanziamenti per proseguire gli scavi e valorizzare il tutto. Anzichè perdere tempo nell'individuazione di un'area da dare in permuta o da valorizzare in senso urbanistico, secondo le disposizioni di legge, Remigio Bursi, uno degli architetti fanesi più attenti al recupero dei beni culturali del nostro territorio, taglia la testa al toro e suggerisce all'Amministrazione comunale di consentire alla ditta proprietaria dell'area di realizzare sullo stesso luogo il progetto edilizio presentato, inglobando al piano terreno i resti venuti alla luce. Remigio Bursi ha curato il progetto di restauro di palazzo Martinozzi, di casa degli Arnolfi dove sono venuti alla luce reperti romani, del fabbricato di via Roma, dove addirittura si è scoperta una discarica risalente a 2.000 anni fa; ha redatto anche il progetto dell'allestimento del museo dei Bronzi dorati di Pergola e recentemente il restauro di San Gervasio di Bulgaria nel Comune di Mondolfo. La soluzione della permuta dell'area di via De Amicis con un terreno di proprietà comunale per permettere all'ente pubblico di divenire proprietario dell'area del teatro romano - osserva Bursi - non risolve il problema del salvataggio dell'antico reperto. E' impensabile, infatti, pensare che nel sito possa essere adottata la soluzione di un parco archeologico, intendendo per questo una superficie scoperta, visitabile su camminamenti alla luce del sole. Le strutture rimaste sono così friabili da non poter resistere all'azione corrosiva degli agenti atmosferici. Occorre realizzare per forza, quindi, una copertura. Ma non una copertura come si è salvaguardata la zona archeologica della stazione delle corriere di Pesaro, obbrobriosa dal punto di vista estetico e funzionale; ritengo - ha detto Bursi - che gira gira, non esista soluzione migliore di autorizzare la costruzione dell'edificio programmato dai proprietari, lasciando libero il piano terreno per la fruizione pubblica. Coperture simili sono state realizzate nell'area della Fenice a Senigallia e nel palazzo degli Anziani in Ancona. Perseguendo, invece, la soluzione della permuta, il Comune dovrà sempre provvedere - e a sue spese - alla copertura del sito. Attualmente è in atto una mediazione tra l'avvocato Lupo Bracci, incaricato dal sindaco di risolvere la vicenda e la ditta La Filanda, proprietaria dell'area di via De Amicis. Trattative che purtroppo si prevede che andranno per le lunghe; almeno fin quando il Consiglio comunale non avrà adottato, se riuscirà ad adottarlo, il nuovo piano regolatore. A meno che non si autorizzi la costruzione degli appartamenti previsti in Via De Amicis, il costruttore Vincenzo Minardi ha dichiarato che sarà impossibile individuare sul mercato l'area di permuta, prima che il Prg non definisca chiaramente le categorie di appartenenza.
FANO - Teatro romano, sito archeologico della discordia
Il teatro romano in via De Amicis a Fano è stato rinvenuto e si sta cercando di recuperarlo. Lo stallo dei lavori è dovuto a due difficoltà: l'acquisizione della proprietà dell'area e la ricerca di finanziamenti. Remigio Bursi, un architetto fanese, propone di costruire un palazzo sullo stesso luogo, inglobando i resti del teatro romano al piano terreno. La soluzione della permuta dell'area con un terreno di proprietà comunale non risolve il problema del salvataggio dell'antico reperto. Occorre realizzare una copertura per proteggere le strutture friabili.
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