Mentre si discutono le modifiche fiscali al settore, si progettano novità digitali. Dalle porte d'accesso intelligenti ai percorsi di orientamento e alle carte per i servizi georeferenziati. Durante lo scorso agosto il turismo a Venezia ha conosciuto un picco storico. La stampa ha parlato di un vero e proprio record di presenze. Inevitabile che ripartano le polemiche sulla sostenibilità del turismo nelle nostre città d'arte, con la necessità di trovare formule adeguate per finanziare la conservazione del nostro patrimonio culturale. Il dibattito sul turismo nelle città d'arte ripropone alcune questioni mai risolte sul tema della gestione dei flussi turistici. La reazione difensiva di chiusura e di limitazione degli accessi (soprattutto attraverso sistemi di tassazione) non può, da sola, bastare. Non risolve i problemi strutturali delle comunità locali che, in ogni caso, percepiscono l'assedio costante alla loro vita quotidiana. Non risolve il problema della competitività del nostro sistema turistico perché non rilancia in modo automatico la qualità dei servizi locali. Per uscire dall'impasse bisogna pensare in un'ottica di innovazione: le nuove tecnologie possono rappresentare la via per sbloccare una situazione che rischia di diventare un vincolo alla crescita di uno dei settori chiave del nostro Paese. Il dibattito ha già preso in considerazione questo punto concentrandosi soprattutto sul ruolo dei portali come snodo per la gestione evoluta delle prenotazioni alberghiere e dei servizi. Vale la pena di andare oltre. Non perché i portali non servano: anzi, sono uti-lissimi e spesso funzionano anche molto bene. Ma difficilmente saranno questi i dispositivi di regolazione del traffico turistico di cui noi abbiamo effettivamente bisogno. Oggi possiamo immaginare tre aree di intervento in cui le tecnologie dell'informazione e della comunicazione possono giocare un ruolo cruciale. Porte d'accesso intelligenti. La prima riguarda le nuove porte fisiche di accesso alle città d'arte e ai siti di valore artistico, culturale e naturalistico. Possiamo immaginare questi contenitori come dei veri e propri musei proiettati nel futuro, collocati a ridosso dei centri storici e dei siti naturalistici che sono chiamati a promuovere. Questi luoghi utilizzano le nuove tecnologie in modo estensivo per introdurre i visitatori alla complessità e alla ricchezza dei siti turistici che si apprestano a visitare, per moltiplicare i punti di vista e per accelerare un processo di acculturazione che, con i media tradizionali, richiederebbe tempi troppo lunghi. All'estero gli esempi non mancano. Per visitare le grotte di Altamira, in Spagna, è stato predisposto un vero e proprio laboratorio multimediale dove i turisti possono osservare i famosi dipinti del paleolitico attraversò schermi ad alta risoluzione. Un caso americano di particolare successo è il Visitor Center di Baltimora: in un'ex centrale elettrica ristrutturata il turista ha accesso a una grande varietà di contenuti multimediali che lo guidano alla storia della città e ai suoi percorsi. In Europa, un caso interessante è quello di Regensburg, una delle più affascinanti città storiche tedesche. La municipalità ha aperto un visitar center multimediale con documentari e ricostruzioni storiche multimediali; a conclusione della visita è possibile scaricare sul proprio telefono cellulare software che funziona da guida per visitare la città. Tutte queste esperienze dimostrano l'importanza delle nuove tecnologie nel creare spazi capaci di funzionare come dei veri e propri jardins d'acclimatation per turisti che hanno bisogno di essere accompagnati in un percorso di orientamento tanto più importante quanto più è vario e differenziato il background culturale di origine. Percorsi digitali. La seconda area di intervento su cui focalizzare l'attenzione riguarda il ruolo delle nuove tecnologie nella costruzione di percorsi personalizzati. Nel corso degli ultimi anni si è spesso parlato dell'utilizzo di carte del visitatore complementari a quelle carte elettroniche del cittadino che hanno avuto, anche loro, sorti alterne. Il tema va affrontato in stretto collegamento con il punto precedente: nessuno ha mai messo in discussione l'utilità di questi strumenti come strumento di supporto alla visita delle città. Decisamente più problematico è stato trovare canali di distribuzione adeguati per favorire l'adesione dell'offerta culturale e commerciale alle promozioni e alla scontistica che accompagna di norma questi strumenti. Immaginando porte d'accesso per i visitatori in cui raccogliere e smistare i flussi di turismo incoming, è possibile ipotizzare forme adeguate di comunicazione e di commercializzazione di questi strumenti. Attualmente, le sperimentazioni di successo di questi strumenti non sono moltissime. A Venezia la Venice Card può essere considerata come uno strumento che sta conoscendo un utilizzo crescente: consente di accedere alla rete dei trasporti e a una discreta varietà di istituzioni culturali. Ma immaginiamo per un attimo che il turista che arriva a Venezia possa passare una mezza giornata in un contenitore museale innovativo situato alla Stazione Marittima o al Parco tecnologico e immaginiamo che qui il turista possa accedere a una serie di documentari su Palladio e sulle sue opere a Venezia e in Veneto. Dopo aver guardato quello che più gli interessa, potrebbe costruire un percorso su misura, mettendo insieme la visita all'isola di San Giorgio con il Teatro Olimpico a Vicenza. E la carta potrebbe essere lo strumento per aiutare un turismo meno concentrato, attraverso una serie di sconti specifici a destinazioni meno affollate, come appunto Vicenza o, in generale, il circuito delle ville venete. Finora le carte per la costruzione dei percorsi turistici sono state immaginate come supporto fisico, da abbinare prevalentemente a transazioni. Dobbiamo superare questa concezione. Gli operatori telefonici stanno facendo importanti sperimentazioni a riguardo. I servizi che già oggi vengono erogati da cali center specializzati in servizi geo-referenziati potrebbero essere facilmente integrati in un servizio culturale. Al Mit di Boston sono state avviate alcune sperimentazioni particolarmente interessanti sull'utilizzo dei telefoni cellulari per servizi turistici e di carattere culturale. I telefoni di nuova generazione non si prestano semplicemente alla ricezione di informazioni semplici via sms, ma consentono di scaricare guide multimediali che riflettono i gusti e la sensibilità del visitatore. Televisione e banda larga. Un terzo ambito di intervento riguarda la produzione di contenuti e la loro veicolazione principalmente attraverso canali innovativi come la Tv satellitare, il digitale terrestre, i portali a banda larga. Comunicare la complessità della cultura e della società italiana significa poter giocare d'anticipo: i visitatori che vengono da Paesi e culture diversi devono poter avere accesso a informazioni aggiornate attraverso strumenti di massa. Lo scenario tecnologico della Tv del futuro è quanto mai incerto, ma non mancano sperimentazioni interessanti a riguardo. A Venezia ha preso consistenza un progetto di respiro che punta a proporre contenuti culturali e di costume legati a Venezia attraverso il satellite: Venice Channel, questo è il nome del canale, propone un palinsesto di contenuti aggiornato che aiuta il visitatore a orientarsi in città e a scoprire gli avvenimenti di maggiore interesse. Venice Channel sta attualmente esplorando le diverse opzioni della Tv del futuro, focalizzando la propria attenzione principalmente sulle potenzialità dell'alta definizione. Sul versante dei contenuti, il marchio di Venezia costituisce, in realtà, un primo stimolo per presentare e far conoscere lo stile di vita italiano e tutto ciò a esso si associa. La produzione di contenuti multimediali come notiziari o docu-mentari ha costi sempre minori. I software per la post-produzione video dedicati sono in costante aggiornamento e consentiranno, in tempi relativamente brevi, a una schiera sempre maggiore di appassionati e professionisti con la realizzazione di contenuti per la comunicazione e la promozione della cultura del nostro Paese. Manca però una piattaforma commerciale eo istituzionale che dia visibilità a queste produzioni. Queste tre linee di lavoro rinviano a un'ipotesi di gestione dei flussi turistici che accetta la sfida di comunicare a un mercato di massa, senza banalizzare i contenuti della proposta culturale di cui le nostre città sono depositarie. Per avviare un progetto del genere servono nuove infrastrutture e nuovi modelli di governance, capaci di incentivare una filiera di attori frammentata ed eterogenea. Senza le nuove tecnologie, tuttavia, questa sfida è persa in partenza. La posta in gioco è alta: non stiamo puntando solo a riguadagnare qualche posizione nelle classifiche del turismo internazionale, ma stiamo progettando un nuovo racconto delle nostre città e della nostra cultura.
il Sole 24 Ore
19 Ottobre 2006
Città d'arte interattive
ST
Stefano Micelli
il Sole 24 Ore
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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