La situazione e le tendenze evolutive in Italia per quanto riguarda la gestione e la comunicazione del patrimonio museale nel senso più lato sembrano a grandi linee, per alcuni aspetti omologhi e per altri peculiari, e cioè diversi, rispetto alla situazione di altri Paesi, europei e non. Per le caratteristiche intrinseche del patrimonio, per le tradizioni culturali, per la forte presenza della direzione statale nella conservazione ma anche gestione del patrimonio si può rilevare una tendenziale staticità e una tendenza a "migliorare" ma non a ripensare e modificare le strutture espositive e le strategie della comunicazione museale. È comprensibile che nei cosiddetti Paesi emergenti si possa constatare spesso una dinamica vivace nella scelta e adozione di politiche e strategie diversificate e innovative, ma è indubbio che vi sia un fermento positivo anche nei Paesi "guida" europei, Francia, Germania, Inghilterra forse in misura maggioree Spagna, sia nella ricerca e progettazione che nella realizzazione di nuove o rinnovate strutture museali, dove nuove sta anche per innovative. Il caso più eclatante è ovviamente quello del radicalmente rinnovato VictoriaAlbert-British Galleries, ma progetti innovativi nella struttura e nel sistema di comunicazione sono, per citarne solo alcuni, quelli della Neue Sammlung di Monaco di Baviera, della Tate Modern a Londra, del si può direnuovo Musée des Arts Decoratives nel Louvre a Parigi e del ristrutturato Museo archeologico provinciale di Alicante. In tutti questi casi la struttura architettonica e il sistema dei percorsi espositivi, e nel caso di Alicante dei servizi multimediali hanno ricevuto una rilevante attenzione nel progetto e nella sua realizzazione. Un esempio interessante è quello del museo di Edvard Munch a Oslo in cui è stato deciso di non esporre più contemporaneamente tutte le opere disponibili dell'artista ma di predisporre, in sequenza temporale, delle esposizioni tematiche, variando così periodicamente l'offerta ai visitatori. Infine si cita un importante evento museale nella progettazione e realizzazione di un museo annesso agli Archivi nazionali dell'Olanda (Biblioteca Reale) Den Hague: un insieme documentario generalmente destinato alla sola consultazione degli specialisti o degli operatori del settore come un archivio di stato, diviene uno spazio e un materiale comunicativo museale. Nel mondo anglosassone, in diffusione progressivamente più ampia, si sta affermando una nuova competenza e professione museologica: quella dell'interpretation manager, che deve analizzare, studiare e valutare le linee culturali e le tradizioni di un museo e proporre al committente un progetto di sviluppo o di trasformazione che stia alla base del progetto "architettonico", anche nel caso dell'istituzione di un nuovo museo. Questo sintetico panorama cerca di cogliere alcune delle linee di evoluzione emergenti sia nella progettazione museale che, di conseguenza, nella formazione specialistica dei profili che possono essere proposti ai giovani laureati interessati a operare nella comunicazione e progettazione museale. In diretto rapporto all'evoluzione del concetto di museo anche come spazio culturale da vivere oltre che come proposta di conoscenze specifiche intese in modo dinamico rispetto alla raccolta di oggetti, emerge in molte realtà culturali la linea di tendenza a riesaminare il tema del museo e studiarne possibili letture diverse concentrate su proposte espositive diverse, cercando di mantenere una linea evolutiva unitaria e consistente rispetto alla mission originaria su cui è sorto e si è consolidato il museo stesso. L'allestimento, che è il prodotto finale e visibile di questo processo evolutivo e di ricerca continua, è ritenuto da più parti una struttura dotata di una vita culturale limitata da ripensare e modificare in un periodo determinato e determinabile a seconda dei casi e delle "sostenibilità". Parallelamente l'integrazione sempre più consistente e dinamica fra museo reale e museo digitale è un altro fattore forte, strutturale e non epidermico, nella dinamica evolutiva di un museo e in generale nell'idea di museo, prefigurando figure professionali complesse in cui si integrano, con approcci metodologici diversi, competenze oggi considerate assolutamente distinte. In questo processo evolutivo, in cui ricerca scientifica sui contenuti e ricerca scientifica tecnologica tendono sempre di più a combinarsi, si colloca probabilmente anche lo spazio di elaborazione teorica e pratica per la definizione programmatica delle competenze e dei nuovi profili professionali, sia che si pensi a figure professionali nuove che a figure professionali "modificate".