Appello al governo dai comitati privati di salvaguardia Un appello allo Stato italiano, perché almeno alla Soprintendenza veneziana per i Beni Ambientali e Architettonici siano fornite le risorse e gli organici per fare fronte al delicato compito di tutela dei monumenti della città. Sarà quello che domani a Palazzo Zorzi sede veneziana dell'Unesco i Comitati privati per la salvaguardia di Venezia presenteranno in apertura della riunione annuale di fronte alle autorità cittadine, dalle 9.30 alle 13. «Ho già scritto al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli spiega il presidente dei Comitati Alvise Zorzi per denunciare il caso della Soprintendenza di Venezia, ma senza ricevere alcuna risposta. Ora sarà l'insieme dei Comitati internazionali a rivolgere questo appello, perché il loro stesso intervento è in parte pregiudicato dal fatto che la Soprintendenza, per le condizioni in cui è lasciata, non è in grado di assolvere pienamente ai compiti di supervisione e assistenza dei restauri, perché con organici ormai al limite». La riunione dei Comitati coincide quest'anno con il quarantennale della grande alluvione del 1966 e per questo, per dare un segno concreto degli interventi di restauro compiuti in città in questi quarant'anni dagli organismi internazionali formatisi sull'onda di quella catastrofe per salvare Venezia, la mattina di sabato sarà dedicata all'iniziativa Porte Aperte. Essa prevede una serie di visite guidate aperte al pubblico ad alcuni degli interventi monumentali di restauro più significativi compiuti dai Comitati: dalla Chiesa della Madonna dell'Orto, con la sua facciata gotica, alla ricca facciata rinascimentale della Scuola Grande di San Marco, a quella barocca dei Gesuiti. Ma anche a restauri di monumenti commemorativi come quello equestre a Domenico Contarini sulla controfacciata della chiesa di Santo Stefano interventi su beni ecclesiastici o civili, restauro di dipinti. Per ogni restauro inserito nel circuito di visita sarà anche indicato il Comitato privato che lo ha finanziato. I Comitati hanno finanziato nel corso dell'ultimo anno trentanove progetti di restauro e altri quarantatre progetti sono in attesa di essere avviati. Tra gli interventi conclusi nell'ultimo anno spiccano il restauro del monumento equestre in bronzo a Bartolomeo Colleoni, finanziato insieme dallo Stato e dal World Monuments Fund; quello della Sala Ovale, il primo degli spazi "privati" dell'ex Palazzo Reale adottati dal Comité Francais pour la Sauvegarde de Venise; quello del trecentesco Cristo ligneo policromo della Chiesa di San Domenico a Chioggia, finanziato dal Comitato americano Save Venice; quello della casa comunale in Calle delle Beccane a San Giobbe, a cura del britannico Venice in Peril, che ha anche finanziato il restauro integrale della Cappella Emiliani nella Chiesa di San Michele in Isola, che verrà inaugurato domani alle 16.30. Prosegue intanto il restauro della facciata della Chiesa di San Zaccaria, finanziato dal Comitato olandese con il Comitato statunitense Venetian Heritage e si sta avviando quello dello spazio rituale del Sukkah, nella Scuola Canton del Ghetto, ancora a cura di Save Venice.