La situazione agli scavi di Pompei è sempre più complicata. L'ultima novità riguarda la richiesta dell'Ugl al ministero per i Beni Culturali dell'immediato pagamento «degli oltre 450 mila euro ai lavoratori degli Scavi di Pompei per 10 anni di lavoro straordinario non pagato». Il sindacato ha altresì preannunciato che «trascorsi 15 giorni procederà con la richiesta di un commissario ad acta e il sequestro delle somme presso le casse ministeriali di via del Collegio Romano». Insomma, è guerra aperta con le istituzioni. «La nostra organizzazione sta solo chiedendo l'esecutività di ciò che hanno già stabilito il Tar Campania, il Consiglio di Stato e ben 5 accordi sindacali - spiega, in una nota, il coordinatore nazionale Ugl Beni Culturali, Renato Petra - ed, invece, stiamo assistendo ad un vero e proprio scaricabarile del ministero che chiede alla soprintendenza di anticipare le somme, pur sapendo che le casse di Pompei sono vuote e finanche i 20 milioni di euro che servivano per la progettazione sono stati tolti a Pompei e dati ad altri istituti perché il Consiglio di amministrazione non si decideva a spenderli». Dunque, no ai compromessi. «Intanto - conclude Petra - per il 31 ottobre la nostra organizzazione terrà un presidio di protesta nell'area antistante gli scavi e, per l'occasione, verrà il segretario nazionale della Ugl Ministeri, Paola Saraceni».
Pompei. Scavi, l'Ugl "minaccia" il ministero
L'Ugl Beni Culturali ha richiesto l'immediato pagamento degli oltre 450 mila euro ai lavoratori degli Scavi di Pompei per 10 anni di lavoro straordinario non pagato. Il sindacato ha preannunciato di procedere con la richiesta di un commissario ad acta e il sequestro delle somme presso le casse ministeriali. La situazione è considerata complicata e la nostra organizzazione sta solo chiedendo l'esecutività di ciò che è stato stabilito dal Tar Campania, dal Consiglio di Stato e da accordi sindacali. Il ministero, invece, chiede di anticipare le somme, pur sapendo che le casse di Pompei sono vuote.
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