Con 203.256 visitatori, 576.948 euro di incasso all'anno (dati Ministero del 2005) la Pinacoteca di Brera non risulta nemmeno nella top 30 dei musei statali più visitati d'Italia, capeggiata dall'area del Colosseo con 3.880.179 visitatori all'anno. Non è nemmeno il museo più visitato a Milano, ampiamente superata dal Cenacolo (che ha ingresso a prenotazione di 25 persone alla volta) che è stato visitato 328.379 persone. Il problema Pinacoteca di Brera, dunque, non è legato al prestito sì o no del «Cristo morto» del Mantegna a Mantova. La pinacoteca di Brera ha una prerogativa straordinaria: nasce e si sviluppa assieme all'Accademia, ovvero dove l'arte si forma e non solo si custodisce. E nei suoi depositi si sono accumulati, oltre a opere acquisite e donate, anche le tele di chi qui ha studiato, da Bossi a Hayez. Inoltre, qui abitarono personaggi, come Parini, e qui si svilupparono due «parchi scientifici» del tempo: l'orto botanico e l'osservatorio astronomico. Più dì vent'anni fa già si sapeva che il «sistema Brera» non poteva reggere in questi spazi accumulando opere nei deposti. Si decise allora (1988) di dare il via al progetto «Grande Brera» acquistando il vicino Palazzo Citterio e affidando al grande architetto inglese James Stirling il progetto del nuovo complesso museale. Il progetto è ancora lì (complice anche l'opposizione di privati) mentre Stirling è morto. Seguirono varie proposte, mai portate a termine. Intanto Rovereto costruiva il Mart e Roma trovava nuovi finanziamenti per il MaXXI. Il 3 marzo del 2004 venne sottoscritto l'ennesimo nuovo accordo da due ministri, di cui uno era l'attuale sindaco Letizia Moratti: predisposto un progetto di Alberico Belgiojoso. Prevedeva l'ampliamento della Pinacoteca negli spazi dell'attuale Accademia senza espellere l'Accademia, che avrebbe conservato 1.200 metri quadrati in connessione con la pinacoteca, che doveva passare da 4.800 a 8.800 metri. Vi si sarebbe potuto esporre il Seicento lombardo (relegato a una sala), V800 e, soprattutto, creare un sistema integrato di museo nel museo con visite a osservatorio e casa del Parini. Le tele di grandi dimensioni (del Morazzone e del Cerano) potevano trovare posto in Santa Maria di Brera. Il 27settembre, arriva dal Miur lo stop: «Non ci sono più i soldi». La coperta è corta: se si vogliono finanziare laboratori all'avanguardia resta poco per le strutture. Specie, però, quelle lombarde. Se non è un secondo caso Malpensa poco ci manca.