Le relazioni transatlantiche quella politica, culturale ed economica saranno centrali per il semestre italiano alla presidenza europea. Si punterà a rafforzare il rapporto fra Europa e Stati Uniti per archiviare le tensioni recenti e cercare piuttosto un approccio comune, "da veri alleati", per alcune delle tematiche "calde" del momento. Non c'è dubbio che, in termini pratici, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, grazie anche al suo rapporto privilegiato con il presidente George W. Bush, porterà in avanti l'azione diplomatica sul fronte mediorientale, su quello del disarmo, o sulla gestione della ricostruzione irachena. Di rimando, ci sarà anche un'azione per dare maggiore visibilità al rapporto bilaterale con gli Stati Uniti. Da questo punto di vita la macchina del governo si è già messa in moto con il lancio a New York lunedì di una nuova fondazione privata americana che si è data la missione di approfondire e agevolare le relazioni culturali fra i due Paesi. È toccato al ministro dei beni culturali Giuliano Urbani annunciare un progetto per la "Grande America", come l'ha definita Daniele Bodini, il principale promotore privato dell'iniziativa, al di fuori, cioè, delle grandi metropoli tradizionalmente oggetto di maggiori attenzioni: "Da domani avrò l'onore di parlare come responsabile della cultura a livello europeo ha detto Urbani a New York - e non c'è dubbio che con questa iniziativa ci stiamo portando in avanti...". L'inziativa ha già raccolto adesioni di banchieri come Joe Perclla o di esponenti della cultura a New York, come Max Anderson, il direttore del Whitney Museum. Sul fronte economico c'è in embrione un progetto per aumentare l'interesse degli investitori e degli operatori americani per il nostro Paese. Si sta cercando di organizzare per la fine di settembre un incontro a New York di altissimo livello da un punto di vista finanziario e imprenditoriale, al quale lo stesso Berlusconi dovrebbe dare la sua adesione. Non c'è dubbio però che le questioni più delicate, e quelle su cui una presidenza italiana potrebbe fare la differenza restano quelle politiche. Dopo l'importante sottoscrizione a Washington di un documento congiunto fra Europa e Stati Uniti sul pericolo delle armi per la distruzione di massa, si dovrà passare in questi mesi all'"azione". Ad esempio esercitando forti pressioni su Iran e su Corea del Nord. Per ciò che riguarda l'Iran in particolare, si attende l'esito della missione di luglio a Theran del responsabile per l'Agenzia per l'energia atomica Mohamed al Baradei. Poi, anche prima dell'assemblea generale del 22-23 settembre, potrebbe esserci una risoluzione dell1 Onu. Non si esclude un'adesione europea alla proposta di iscrizione di Jihad e Hamas nella lista del terrorismo, come vogliono Stati Uniti e Israele. Questi dossier politici del resto, sono già "caldissimi" sia alla Farnesina che a Palazzo Chigi: saranno infatti al centro di discussioni serrate entro poche settimane, in occasione dell'incontro previsto a Crawford in Texas fra Berlusconi e Bush il 20 e il 21 di luglio, che rappresenta un appuntamento in più rispetto al tradizionale incontro semestrale che avrà comunque luogo alla fine dell'anno. Resta infine l'Irak. È in fase di preparazione una conferenza per la ricostruzione in Irak che si terrà in autunno, e la costituzione di un "trust fund" alternativo a quello americano, un altro punto di svincolo importante in cui la gestione italiana dovrà svolgere un ruolo particolarmente importante per evitare che 1'"alternativa" sia "complementare" e non "conflittuale".
Al via il rilancio delle relazioni con gli Usa
Il semestre italiano alla presidenza europea si concentrerà sul rafforzamento delle relazioni transatlantiche con gli Stati Uniti. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si occuperà di azioni diplomatiche sul fronte mediorientale, disarmo e ricostruzione irachena. Sarà anche lanciata una nuova fondazione privata americana per approfondire le relazioni culturali tra i due Paesi. Sul fronte economico, si sta cercando di aumentare l'interesse degli investitori e degli operatori americani per l'Italia. Le questioni politiche, come il pericolo delle armi per la distruzione di massa e l'Iran, saranno centrali. Si attende l'esito della missione di luglio a Teheran e una risoluzione dell'ONU.
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