Il generale Guido Amoretti è il direttore del Museo Pietro Micca. Dedicato al patriota che contribuì in modo decisivo a fermare l'assedio francese del 1706, il museo sorge in via Guicciardini 7, su un'area che corrisponde, approssimativamente, al centro del fronte d'attacco nemico. Aperto nel 1961 ospita plastici, stampe e cimeli dell'epoca. Di grande interesse e spettacolarità è ritenuto l'itinerario sotterraneo dei cunicoli illuminati dalle lanterne d'un tempo. E' stato proprio il generale Amoretti ad essere informato per primo dei crolli, ieri mattina alle 8, ed è stato lui che ha coordinato, sin dal primo minuto, il lavoro dei vigili del fuoco e dei carabinieri, offrendo loro tutto l'ausilio storico-tecnico per muoversi nel dedalo di gallerie e camminamenti che corre sotto le strade della Cittadella. E dire che a lui i lavori della nuova stazione ferroviaria non sono mai piaciuti. Generale, perchè questi lavori sono pericolosi per il patrimonio storico della città? «Al di là di quanto è accaduto c'è da dire che non erano mancate le avvisaglie: c'era già stato un piccolo crollo. Inoltre non possiamo non registrare anche la richiesta formale di distruggere quattro metri del fornello centrale della galleria in questione per fare spazio ad un pilastro». A quando risale il precedente crollo? «A un mese e mezzo fa. E' avvenuto proprio nel punto della galleria più vicino ai lavori. Non sappiamo ancora bene da cosa sia stato provocato, ma è probabile che le vibrazione delle macchine movimento terra unite alla posa di alcuni pali nel terreno siano responsabili. Non dimentichiamo che fra il piano attuale di lavoro della stazione e le gallerie ci sono soltanto un paio di metri di terra». E la richiesta di distruggere un tratto di quattro metri del fornello? «E' stata una proposta che ci ha lasciato di sasso, anche se la Soprintendenza ha già espresso un parere di massima favorevole. Ma proprio nella lettera in cui la Soprintendenza formalizza il suo parere c'è un preciso richiamo al parere della direzione del museo, che sino a ieri non è stata mai sentita. Comunque, a scanso di equivoci, noi pensiamo che questa proposta sia dannosa e semplicistica. Possibile che non si riesca a sistemare in altro modo il muro che corre sul lato orientale del futuro parcheggio della stazione? Con le tecnologie di oggi dobbiamo per forza distruggere un pezzo di storia?». Come finirà? «Il nostro parere sarà certamente contrario. E lo appoggeremo con una raccolta di firme. Quest'ultimo crollo ci induce ad aumentare le nostre riserve e le nostre precauzioni: è davvero incredibile che quell'impresa abbia bucherellato la storica galleria e l'abbia riempita di cemento armato».