La musica come strumento di crescita culturale, occasione di incontro e di conoscenza di altri mondi, laboratorio vivo di emozioni, sperimentazione e valorizzazione di giovani talenti: prenderà il via oggi - data di nascita, nel 1801, della Scuola Normale Superiore - la stagione dei «Concerti della Normale» di Pisa. Che quest'anno, con la direzione artistica di Carlo de Incontrera, celebra il suo quarantennale con un calendario ricco di appuntamenti: ventuno spettacoli - circa due al mese, da ottobre fino a giugno 2007 - nel segno di una trasversalità diacronica e di generi che intrecceranno, sulla scena, l'Opera di Pechino e i canti popolari tartari, armeni e spagnoli, musica barocca e romantica, danze e sinfonie novecentesche. «Un'iniziativa che si inquadra nella filosofia e metodologia di studio proprie della Scuola Normale» spiega Salvatore Settis, direttore dell'università pisana. «Per sviluppare spirito critico - aggiunge Settis - non si può prescindere dall'attingere a varie discipline ed esperienze, tra le quali la musica ricopre un ruolo essenziale». Per questo l'Ensemble Pian et Forte inaugurerà la stagione dopo una giornata di simposio su Carducci aperta da Settis, che si presta a commentare la rassegna. Alta cultura e musica: un binomio non molto frequente. Qual è il suo senso per la Normale? «La Normale è un po' in controtendenza rispetto ad alcune derive che la cultura italiana sta prendendo anche sul piano della cultura musicale, ritenuta un dominio separato dal resto: un grave errore di prospettiva. Eppure, la produzione e tradizione musicale del nostro Paese non hanno nulla da invidiare a quella del resto del mondo. Da 40 anni, noi siamo l'unico istituto universitario italiano ad aver avviato una propria politica musicale». La pratica musicale, sull'onda di progetti come quello di Yehudi Menuhin nelle aree urbane del disagio, sta penetrando anche come mezzo di riscatto sociale. Che ne pensa? «Attraverso la musica passano messaggi essenziali; non a caso, per fare un esempio concreto, ogni anno noi abbiamo in cartellone almeno un concerto di musica extraeuropea. È un invito alla consapevolezza della necessità di dialogare con mondi altri, che costituiscono una grande ricchezza». Dietro la contaminazione dei generi c'è questa volontà pedagogica per un'intercultura più seria? «Con queste scelte intendiamo suggerire una curiosità senza confini, con incursioni in tradizioni culturali meno note, essenziali nel multiculturalismo che costituisce la grande sfida del mondo odierno».
Così Settis fa suonare la Normale
La Scuola Normale Superiore di Pisa celebra il suo quarantennale con una stagione di concerti, diretta da Carlo de Incontrera. La stagione prevede ventuno spettacoli, con una trasversalità di generi e tradizioni musicali. L'Ensemble Pian et Forte inaugurerà la stagione con un concerto. La Normale si inquadra nella filosofia di studio della Scuola Normale, che valorizza la musica come strumento di crescita culturale e di conoscenza di altri mondi. La stagione è un invito alla consapevolezza della necessità di dialogare con mondi altri e di promuovere un'intercultura più seria.
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