CARLOFORTE. Anche Legambiente si unisce al coro di proteste contro la prevista rimozione dei reperti di archeologia industriale presenti nelle saline di Carloforte. Il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana prende posizione sulle decisioni dell'amministrazione dei Monopoli di Stato, in particolare sulla delibera dell'appalto per rottamare le attrezzature ed i macchinari storici. «Si tratta di un fatto grave ha esordito Tiana che disattende la normativa di tutela dei beni culturali. Infatti, i macchinari, costituiti da locomotori, vagoncini di carico e binari, costituiscono un bene paesaggistico, riconosciuto dal Piano Paesaggistico Regionale, alla sezione Assetto Culturale». Tali macchinari, sono parte integrante del contesto di archeologia industriale delle saline, che deve essere salvaguardato anche per il notevole interesse ambientale e naturalistico. «Ciò premesso conclude Tiana si richiede un intervento urgente per bloccare quello che si configura come un autentico attentato ai beni culturali dell'isola». L'invito a intervenire, è rivolto a Regione, Provincia, Comune, Ministero delle Finanze, Monopoli di Stato e Parco Geominerario. Quest'ultimo, insieme al Comune, hanno già avviato formali proteste e trattative per scongiurare il nefasto evento. Il Parco, spulciando lo statuto istitutivo, ha avvocato a sé tali beni, in quanto archeologia industriale ricadente sotto la tutela territoriale di competenza, mentre l'amministrazione comunale, pretendendo maggiori lumi dai responsabili, ha altresì chiesto di formulare una stima sul valore dei beni ferrosi, oggetto della rimozione. Intanto ieri, vicino all'ingresso all'area delle saline di viale Osservatorio, non si è visto movimento di mezzi ed operai, che avrebbero dovuto iniziare le procedure di smantellamento. Un fatto importante, ma che non da certezza sulla salvaguardia del patrimonio archeologico industriale esistente, per il quale si attendono sviluppi ufficiali, nel bene o nel male. Ora, dopo la diffusione della notizia, tutta la popolazione ha manifestato disappunto per la possibile distruzione di una parte importante della sua storia economica e sociale, ridotta alla stregua di un qualsiasi ammasso di rifiuti ferrosi.
Un attentato al patrimonio culturale
Il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, ha espresso preoccupazione per la prevista rimozione dei reperti di archeologia industriale presenti nelle saline di Carloforte. I macchinari storici, costituiti da locomotori, vagoncini di carico e binari, sono un bene paesaggistico riconosciuto dal Piano Paesaggistico Regionale e devono essere salvaguardati. Tiana ha richiesto un intervento urgente per bloccare l'eventuale distruzione di questi beni culturali. Il Parco Geominerario e il Comune hanno già avviato formali proteste e trattative per scongiurare il evento.
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