Emendamento: a questa parola chiave l'intero comparto del turismo, con i sindacati d'impresa in testa, affida le ultime speranze di correggere almeno in parte alcune misure della Finanziaria. Prima fra tutte la city tax, seguita dall'esclusione delle piccole e medie imprese dal cuneo fiscale. Altro obiettivo è l'estensione della detraibilità dell'Iva congressuale alle agenzie di viaggio. Proprio il termine emendamento è riecheggiato varie volte nella sala che ha ospitato ieri, a Roma, i lavori dell'Osservatorio parlamentare per il turismo, organismo bipartisan composto da 135 deputati e presieduto da Pierluigi Mantini (Margherita), con Gabriella Carlucci (Forza Italia) vicepresidente. Ne ha parlato anche il vicepremier Francesco Rutelli, che chiudendo i lavori ha affermato: «Diamo al parlamento la possibilità, attraverso gli emendamenti, di correggere taluni passaggi, mantenendo comunque inalterati i propositi di questa Finanziaria, che serve soprattutto a riequilibrare e rilanciare il sistema Italia». In tutta risposta, i vertici dell'Osservatorio parlamentare hanno confermato l'azione propositiva che intendono svolgere. «Entro giovedì», spiega Mantini a Italia Oggi, «si possono predisporre gli emendamenti per modificare alcuni provvedimenti e credo che la riunione dell'osservatorio sia stata l'occasione per capire quali sono le priorità per imprenditori e operatori: da un lato si vuole la rimodulazione della city tax, magari trasformata in contributo, solo in quelle città ad alta criticità di accoglienza e mobilità dei turisti come Venezia, Firenze e Roma, oppure applicata agli ingressi dei musei. Dall'altro, si chiede per esempio l'applicabilità dell'articolo 21 della legge 135, che contempla i famosi buoni vacanza per incentivare nuove forme di turismo sociale finalizzate alla destagionalizzazione». Proprio oggi Assoturismo-Confesercenti, Confturismo-Confcommercio e Federturismo-Confindustria faranno pervenire ai parlamentari una sorta di promemoria dei passaggi chiave, utili a predisporre gli emendamenti. «Le imprese turistiche», aggiunge Gabriella Carlucci, «hanno espresso viva preoccupazione anche per le tasse di scopo. Al governo deve arrivare il messaggio che il turismo è uno dei pochi settori da rivitalizzare, e non da penalizzare con ulteriori pressioni in termini di tasse e misure disincentivanti».