MILANO - «Fra l'aumento della tariffa sui visti e la tassa di soggiorno, il turismo italiano rischia di restare strangolato». Bernabò Bocca, imprenditore nel settore alberghiero e presidente di Confturismo, non usa mezzi termini sulle mini stangate della Finanziaria. L'ultima novità, dopo il via libera ai Comuni sull'imposizione di una tassa di soggiorno da uno a cinque euro, è la decisione di raddoppiare la tariffa imposta ai turisti che hanno bisogno di un visto europeo per entrare in Italia, come ad esempio i russi, da 35 a 60 euro. Il provvedimento recepisce con grande rapidità la direttiva varata dalla Commissione Ue lo scorso giugno. Ma anche i visti nazionali, concessi per periodi di permanenza più lunghi, costeranno di più - da 50 a 75 euro - dall'inizio del prossimo anno. E tutta l'attenzione per il turismo dimostrata dal vicepremier Francesco Rutelli? «Ne siamo lusingati, ma non è questo il modo giusto per incentivare il turismo. Già la lentezza con vengono rilasciati i visti dai nostri consolati per noi è un grave danno. Com'è possibile che un consolato francese rilasci un visto in una settimana e i nostri ci mettano anche un mese? In questo modo rischiamo di farci sfuggire i turisti, che preferiscono entrare in Europa da un'altra parte e venire da noi solo per po-chi giorni alla fine del viaggio. I russi, ad esempio, sono ormai molto importanti per il mercato italiano e ogni aumento sulle tariffe dei visti li disincentiva. Speriamo almeno che con questi soldi lo Stato italiano riesca ad accelerare le procedure...». Prevede gravi danni? «Certamente. Ma i danni peggiori ci verranno dalla tassa di soggiorno, una misura che fu abrogata nel lontano '89: esumarla oggi è una follia. I sindaci, soprattutto quelli delle città d'arte, ne approfitteranno subito. E questo significa imporre notevoli rincari ai prezzi degli alberghi, che non potranno far altro che includerla nelle loro offerte: ai clienti interessa il prezzo complessivo, che importa se una parte dipende dalla tassa di soggiorno? La tassa può andare da uno a cinque euro, ma dove i sindaci opteranno per l'imposizione più pesante si rischia un rincaro del 10 del prezzo medio a persona, che in Italia è di 50 euro. Basti pensare alle ricadute su una famiglia che viaggia con due figli al seguito per rendersi conto del disastro». Su chi ricadranno questi rincari? «Principalmente sulle famiglie italiane, che rappresentano ormai il 70 dei pernottamenti alberghieri. L'Italia è passata in un quinquennio dall'essere la prima alla quinta destinazione turistica del mondo. Ci hanno superato gli Stati Uniti, la Francia, la Spagna e perfino la Cina».
Tariffa sui visti, Confturismo in allarme
Il turismo italiano rischia di restare strangolato a causa di aumenti delle tariffe dei visti e della tassa di soggiorno. La tariffa dei visti per i turisti che hanno bisogno di un visto europeo per entrare in Italia sarà raddoppiata da 35 a 60 euro. I visti nazionali, concessi per periodi di permanenza più lunghi, costeranno di più - da 50 a 75 euro - dall'inizio del prossimo anno. L'aumento delle tariffe dei visti e della tassa di soggiorno potrebbe far sfuggire i turisti, che preferiscono entrare in Europa da un'altra parte.
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