ROMA - «La tassa di soggiorno è molto discussa e le Regioni possono impugnarla. Per questo se ne consiglia una diversa formulazione, una ridefinizione legislativa, per evitare che la norma sia annullata per il ricorso delle Regioni, per altro già annunciato». Lo ha detto il vicepremier Francesco Rutelli che ha chiuso il convegno promosso dall'Osservatorio sul turismo, presieduto dal presidente Pierluigi Mantini e al quale è intervenuto Bernabò Bocca, presidente di Confturismo. Il vicepremier ha ricordato che le città che maggiormente chiedono l'introduzione della tassa sono Venezia, Firenze e Roma ma, e che, in ogni caso, la tassa riguarderà solo qualche centinaio tra gli 8 mila comuni italiani. La misura dovrà comprendere inoltre l'intera filiera turistica senza ricadute esclusive sull'alberghiero. Sul tema della destagionalizzazione delle ferie, Rutelli ha detto di «confidare che sia possibile adottare alcuni cambiamenti già dall'anno scolastico 2007-2008». Rutelli ha poi ricordato gli interventi riguardanti i canoni demaniali, e le novità riguardanti la detraibilità dell'Iva congressuale, una misura pari a circa 100 milioni. Giuseppe Cassarà, presidente della Fiavet (l'Associazione si prepara ad affrontare in un convegno la questione di un marchio di qualità nel quadro della «lotta all'abusivismo e alle truffe»), aveva sollecitato nei giorni scorsi un intervento urgente a tutela delle imprese operanti nell'organizzazione dei congressi. Mantini ha annunciato un emendamento alla tassa di soggiorno prevedendo la facoltà per i Comuni di chiedere un contributo che non sia agganciato a chi soggiorna e non superi i 5 euro giornalieri.