Per la Valsamoggia serve un catalogo aggiornato dei beni culturali presenti nelle chiese, nei castelli, nelle ville e nelle zone archeologiche, così come servono sistemi di sicurezza adeguati alla tutela dei tesori custoditi nei più importanti luoghi di storia e d'arte della vallata. Sono queste le esigenze più importanti emerse dal convegno organizzato dall'Associazione Amici dell'Abbazia di Monteveglio e dedicato ai 'Percorsi d'arte in Valsamoggia'. Al termine dell'incontro annuale, secondo i promotori esistono progetti concreti per dotare i quattro comuni toccati dal percorso montano del Samoggia di strumenti adeguati. Elenchi ed apparati descrittivi che risulterebbero utilissimi alle forze dell'ordine. Il tenente Ciro Laudonia, comandante dei carabinieri del nucleo bolognese della Tutela del patrimonio artistico, ha sottolineato le difficoltà di una efficace azione di contrasto dettata anche dai numerosi beni presenti. I dati forniti parlano di 35 furti denunciati nel corso di trent'anni. I funzionari della Soprintendenza, Rosalba D'Amico e Gian Piero Cammarota, hanno rimarcato la disponibilità da parte dell'organismo statale a riportare nei luoghi di provenienza le opere che per ragioni di sicurezza sono custodite in sedi centrali. Un ritorno che potrà realizzarsi però solo quando ci siano adeguate garanzie di vigilanza. «Siamo pronti a sostenere un progetto di catalogazione dei beni culturali della nostra vallata», interviene Medardo Montaguti, presidente Ascom della circoscrizione di Monteveglio.