L'assessore protesta: « Un'esagerazione, l'accordo era per il 10» Teatri, università e parchi Manovra, i tagli più profondi PALERMO. I tagli più pesanti previsti nella Finanziaria regionale riguardano i contributi a teatri, università, parchi e riserve. Riduzioni di spesa a sei zeri che hanno già suscitato le proteste degli assessori ai Beni culturali e all'Ambiente (entrambi del Movimento per l'autonomi) pronti a dare battaglia contro le decisioni del collega Guido Lo Porto. Se la manovra verrà approvata dall'Ars nella versione messa a punto dall'assessorato al Bilancio e che è già in commissione, alla voce «fondi destinati ad enti e associazioni varie» il taglio di spesa sfiorerà i 50 milioni. Perlopiù le riduzioni sono del 10 ma in alcuni settori si è andati molto oltre e per alcuni beneficiari ciò corrisponde appunto a milioni di euro persi. È il caso dei teatri: lo Stabile di Catania, per esempio, passa dai 3,1 milioni avuti quest'anno ai 2,8 dell'anno prossimo. Ma, sempre a Catania, il Vincenzo Bellini dovrà fare i conti con un taglio da oltre due milioni: e passa così dai 21,3 del 2006 ai 19,1 dell'anno prossimo. L'ente autonomo teatro di Messina perde 700 mila euro (il suo finanziamento sarà di 6 milioni) e il Biondo di Palermo circa 500 mila (avrà 3,8 milioni). Trecento mila euro in meno anche ai conservatori (il Bellini di Catania e Palermo e l'Orchestra filarmonica siciliana e di Agrigento). Anche la fondazione Orchestra sinfonica siciliana perde un milione e trecentomila euro, mentre la fondazione Teatro Massimo perde un milione e quattrocentomila euro. Il rischio, per tutti, è di dover ridurre i cartelloni del 2007. E non va meglio alle università: in generale, i contributi per l'acquisto di attrezzature scendono da 1,8 a 1,6 milioni. Il polo di Enna perde 400 mila euro e 100 mila quello di Agrigento (che fa capo all'università di Palermo). Ma dei tagli che riguardano l'assessorato ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione (che prevedono anche l'azzeramento dei fondi per Buono scuola e Una tantum) si discuterà domani al Bilancio: «Nei nostri settori - spiega l'assessore ai Beni culturali, Lino Leanza - i tagli sfiorano il 30 e complessivamente si attestano sui cento milioni. Io credo che al Bilancio abbiano esagerato e occorre riportare le riduzioni di spesa entro i limiti del 10, come previsto dall'accordo siglato in giunta. Sui contributi alle scuole e sui fondi per restaurare gli istituti non si può tagliare nulla. Anche i teatri non perderanno un euro, posso assicurarlo. Ho già pronto uno schema che ripristina i fondi e che siamo pronti a presentare anche direttamente in commissione, se serve». Il taglio del 10 risulta a sei zeri anche per quel che riguarda i parchi e le riserve: per le spese per il personale c'è per ora un milione in meno (nove invece di dieci), e un milione e centomila euro in meno sono destinati complessivamente ai fondi perla gestione ( 10,170 invece degli 11,1 stanziati nel 2006). Ma l'assessore Rossana Interlandi non ci sta: «Questi tagli non sono concordati con noi. Sono sicura che dopo il confronto con i vertici del Bilancio potremo ripristinare gli stanziamenti originali. Il settore non perderà un euro». Fra gli enti che perdono di più anche i Consorzi di bonifica, che passano da 44,5 a 40 milioni per i fondi destinati al pareggio dei bilanci e da 8,5 a 1,3 per il personale. Meno fondi anche all'Ente sviluppo agricolo: complessivamente perde poco più di tre milioni. E già nei giorni scorsi il presidente dell'Esa, Roberto Materia, aveva detto che per la mancanza di fondi, se l'Ars non stanzierà subito 3,6 milioni, a fine ottobre sarà costretto a licenziare 540 precari. Per le associazioni, sportive (professionistiche, semiprofessionistiche e dilettantistiche) nel 2007 quasi 200 mila euro in meno. Mentre il fondo destinato al «potenziamento delle attività sportive» perde 900 mila euro. Per limare tutti gli spigoli della manovra finanziaria, da oggi all'assessorato al Bilancio inizieranno una serie di incontri con dirigenti e assessori dei vari rami della Regione.