Grazie al progetto Urban il centro archeologico internazionale rivedrà la luce ERCOLANO. C'è un vecchio adagio che dice: «mentre il medico studia l'ammalato muore». E l'ex Villa Ravone potrebbe rappresentare un esempio assai calzante. Basta analizzare la brutta fine a cui è stato esposto il complesso monumentale dell'ex villa Ravone di via Quattro Orologi ad Ercolano, diventato, nel 1963, il centro archeologico internazionale Amedeo Maiuri, inaugurato lo scorso 8 agosto dello stesso anno dall'illustre scrittore ed archeologo di fama mondiale. In merito, già dal primo anno di gestione della vita pubblica della città, di Nino Daniele, sindaco di Ercolano, grazie anche alla valenza dell'architetto Iovino, creatore del progetto "Urban", esiste un progetto di massima con il necessario intervento finanziario, progetto che riteniamo sia prigioniero delle trafile burocratiche e che, ancora oggi, stenta a decollare. Ma l'ex villa Ravone, una splendida struttura urbanistica del primo ottocento, finemente decorata, all'interno ed all'esterno del suo complesso monumentale, con un ampio giardino ed un'antica chiesina, attanagliata da un avanzato stato di fatiscenza, già da alcuni mesi, ha incominciato a perdere molto delle sue strutture murarie di base, oggi visibili ai lati della stessa struttura portante. Villa Ravone, questo è il nome originario, negli anni 1950 e comunque fino al 1963, è stata sede della Fondazione Matarazzo, colonna portante della cultura dell'ex Resina borbonica, nata dalla geniale operosità della proprietaria, Raffaella Matarazzo di Licosa, consorte del defunto avvocato Francesco Caramiello, sindaco di Ercolano negli anni 1965-1968. Nel 1960, fu proprio l'ex sindaco Caramiello ad ospitare i corsi ed i campi archeologici organizzati dal Centro Europa di Napoli con il patrocinio dell'ente provinciale e turismo di Napoli, già ospiti di Resina nell'attuale primo circolo didattico ed ex scuola media statale Ettore Iaccarino, entrambe - una dinanzi all'altra - in via Quattro Novembre. La cosa piacque al defunto avvocato Luigi Torino, allora presidente dell'ente provinciale per il Turismo di Ercolano, il quale, per 75 milioni, nel 1975, acquistò la Villa Ravone e la destinò a sede del centro archeologico internazionale Amedeo Maiuri. Fu l'anno in cui l'avvocato Luigi Torino, a spese dell'Ept di Napoli, sostenne la spesa per la realizzazione dell'attuale parcheggio a quota mille del Vesuvio e il rifacimento del muro esterno e dei servizi igienici degli Scavi di Ercolano. Nel 1979, stranamente, Ercolano ebbe a perdere i corsi ed i campi archeologici per studenti universitari stranieri, dirottati a Pozzuoli dove ancora oggi funzionano meravigliosamente. Il Centro Maiuri, in tutto il suo arco storico ad Ercolano, ha pubblicizzato all'estero i tesori archeologici di Ercolano. Il progetto "Urban" la cui anima resta l'Architetto Massimo Iovino, intende ridare prestigio all'ex villa Ravone, ridestinando il primitivo ruolo di centro archeologico internazionale Amedeo Maiuri. Se le intenzioni sono esatte perché si perde tempo? Chi si aspetta che la villa cada definitivamente prima di attuare gli interventi di ristrutturazione e di recupero?
(Ercolano) Il piano c'è ma Villa Ravone è abbandonata
Il centro archeologico internazionale di Ercolano, noto come Urban, sta lavorando per rivedere la luce alla villa Ravone, un complesso monumentale del primo ottocento. La villa, che era stata sede della Fondazione Matarazzo e del centro archeologico internazionale Amedeo Maiuri, è stata abbandonata e sta perdendo le sue strutture murarie. Il progetto "Urban" vuole ridestinare il ruolo della villa come centro archeologico internazionale, ma le intenzioni sono ancora incerte. La villa è stata acquistata nel 1975 dall'avvocato Luigi Torino e destinata a centro archeologico, ma non è stato realizzato il progetto di recupero.
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