Summit in Palazzo Vecchio: una speciale commissione avrà 1520 giorni di tempo per decidere. L'autonomia potrebbe crescere aggiungendo a quella gestionale anche quella contabile Se invece sarà unito al Polo museale tutta la struttura dovrà essere ridisegnata L'AUTONOMIA dell'Opificio delle Pietre Dure non si tocca. Anzi se mai si rafforza aggiungendo, a quella gestionale, l'autonomia amministrativa e contabile. Oppure se va unito al Polo museale fiorentino, tutta la struttura dovrà essere ridisegnata in modo da valorizzare in pieno l'eccellenza dell'Opificio. Sono le due ipotesi su cui dovrà lavorare, nei tempi stretti di 15-20 giorni, una commissione tecnica composta dal direttore regionale Mario Lolli Ghetti, il soprintendente del Polo museale Cristina Acidini, Marco Ciatti rappresentate dei 130 dipendenti dell'istituto e il dirigente del ministero Giuseppe Proietti. Tutti contenti alla fine del summit di ieri in Palazzo Vecchio per discutere le prospettive organizzative e gestionali dell'istituto con il sottosegretario dei Beni culturali Andrea Marcucci, che si è fatto garante della piena autonomia dell'istituto, con forme giuridiche appropriate, facendo marcia indietro su quanto aveva precedentemente ipotizzato, ossia l'accorparmento tout court dell'Opificio nel Polo museale fiorentino. All'incontro di ieri voluto dalla presidente della commissione cultura del Senato Vittoria Franco, hanno partecipato il sindaco Leonardo Domenici, il presidente della Regione Claudio Martini, il direttore regionale Mario Lolli Ghetti, il soprintendente del Polo museale CristinaAcidini. Unanimi gli amministratori nel ribadire la necessità e la priorità di mantenere la centralità nazionale e internazionale dell'Opificio. Tempi corti e «concertazione istituzionale come metodo di lavoro», hanno ribadito Domenici e Martini. «Potenziando l'istituto in modo da renderlo competitivo con il futuro Istituto superiore del restauro che sarà istituito a Roma» ha sottolineato Lolli Ghetti, mentre Acidini ha puntualizzato che «la forte tradizione, identità e missione dell'istituto non possono rischiare di affievolirsi». Tutti soddisfatti della sintonia ritrovata su cui tracciare le linee future, su cui la commissione dovrà lavorare. Anche se tra le ipotesi formulate, è spuntata quella dell'istituzione di una Fondazione, via poco praticabile e convincente per la maggioranza dei presenti all'incontro.