E' inutile negarlo. L'immagine dell'Italia nel mondo, ehe pure ammira e a volte addirittura adora il Belpaese, non è sempre esaltante. Partendo da questa considerazione e con la praticità che gli deriva dalla sua origine di professore della Bocconi, il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani è approdato negli Stati Uniti per lanciare l'idea di una grande fondazione privata non-profit, avente il fine di promuovere con criteri più moderni e dinamici l'immenso patrimonio dell'arte italiana. "Il concetto spiega Urbani, elaborando un'idea suggerita dal nuovo ambasciatore italiano a Washington Sergio Vento è quello delle grandi foundation e istituzioni americane senza finalità di lucro. Siamo venuti per lanciare una proposta. La fondazione non-profit che sarà creata in America, grazie alle donazioni raccolte da aziende e privati, dovrà coprirei costi di una serie continua di mostre e di manifestazioni dedicate all'Italia, che invece forniremo per così dire chiavi in mano". Perché creare questa struttura negli Stati Uniti? La risposta è che in nessun'altra parte del mondo esiste una concentrazione di mezzi finanziari e di know how applicato alla cultura paragonabile a quella americana. Un'altra ragione è che, in America, le donazioni e le spese di esercizio delle fondazioni sono detraibili con criteri molto più generosi che altrove. Con questa iniziativa, quindi, senza aggravi di bilancio per lo Stato italiano, l'arte e la cultura del nostro Paese potranno farsi conoscere non solo in città come New York e Los Ange-les ma anche in centri come Kansas City o Nashville, ricchi e spesso dotati di università di prim'ordine ma che culturalmente vivono quasi in mezzo al deserto. In un secondo momento, poi, la "Fondazione arte italiana", appoggiata dal gruppo immobiliare American Continental, una volta messo a regime il "fund raising", estenderà le manifestazioni culturali italiane a ciclo continuo dagli Stati Uniti anche al resto del mondo. L'obiettivo è la produzione di almeno due grandi avvenimenti all'anno, destinati a raggiungere per la prima volta le enormi masse dell'India, della Russia e della Cina. Ma la calata di Urbani in America ha anche altri obiettivi. Per esempio quello di mostre viaggianti del design, di iniziative per diffondere la musica e la lirica, di promozione "mirata" e dei libri e del cinema, attraverso finanziamenti per tradurre e doppiare in maniera decorosa i nostri scrittori e le nostre pellicole. Dopo il recente e imbarazzantissimo fiasco del Pinocchio di Benigni, ritirato dalla circolazione negli Usa con appena 4 milioni di dollari di incasso a causa (secondo i distributori locali) dello scadente doppiaggio, era ora.
In America una fondazione per la cultura italiana
Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani è arrivato negli Stati Uniti per lanciare un'idea di fondazione privata non-profit per promuovere l'immenso patrimonio dell'arte italiana. La fondazione sarà creata con donazioni da aziende e privati e coprirà costi di mostre e manifestazioni dedicate all'Italia. La scelta degli Stati Uniti è motivata dalla concentrazione di mezzi finanziari e know-how applicato alla cultura americana, e dalle donazioni e spese di esercizio delle fondazioni americane che sono detraibili con criteri più generosi. L'obiettivo è produrre almeno due grandi avvenimenti all'anno, destinati a raggiungere masse enormi in India, Russia e Cina.
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