POTREBBE essere considerato uno dei più grandi insediamenti di epoca romana sul litorale di Torvajanica, quello che stanno portando alla luce gli archeologi della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio: una villa che doveva appartenere ai senatori Titus Flavius Claudianus e Titus Falvius Sallustius Paelinianus, imparentati alla gens Flavia, stirpe imperiale. Una struttura che potrebbe occupare, oltre alla villa che veniva utilizzata dai senatori come residenza estiva, un'area di circa tre ettari di terreno. Gli scavi in corso in via Siviglia a Torvajanica, nell'area compresa tra il litorale e la zona di Rio Torto e Campo Jemini, finanziati dal Comune di Pomezia, ed erano stati avviati poco dopo l'apertura di un cantiere per la realizzazione della rete fognaria. L'area era stata già al centro di importanti scavi effettuati nel 1794 da Robert Fegan. Il Comune di Pomezia, il sindaco Enrico De Fusco, l'assessore alla cultura, Alba Rosa, ed il segretario generale Gaetano Scimè, era intervenuto immediatamente con un finanziamento di 65 mila euro. Lo scavo attuale, condotto sotto l'egida della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, coordinati dalla responsabile Stefania Panella, ha evidenziato almeno due fasi: una prima individuabile da strutture in opera reticolata, pavimentazione in opus sectile e mosaico che cronologicamente potrebbe risalire al I sec. a.C.; ed una seconda destinata alla sepoltura riconducibile al IVV sec. d.C.. Ed insieme al Museo archeologico «Lavinium» di Pratica di Mare, diretto da Maria Luisa Bruto, potrà rappresentare un riferimento culturale di primo piano per tutta l'area. Ad illustrare questa piccola parte di scavi su via Siviglia è stato il dott. Fìlippo Arvilia, archeologo e consulente della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio. «Architettonicamente la struttura abitativa - ha sottolineato l'archeologo Arvilia - si può considerare come una villa marittima con tanto di impianto termale, affacciatasi sia sul mare che sulla laguna interna, esistente in epoca romana, d altri ritrovamenti si hanno lungo la costa laziale per questo periodo. Ma la ricchezza degli apparati decorativi la pone in diretta relazione con gli impianti residenziali (ed imperiali) di Baia (golfo di Pozzuoli: la datazione del complesso residenziale getta nuova luce anche sulla frequentazione stessa dell'area, rispetto ad ipotesi precedentemente fatte, ampliando il quadro insediativo già dal I sec. a.C.: è possibile supporre che questi insediamenti residenziali costieri erano legati a volte alla famiglia imperiale».