Ad annunciarlo è il sottosegretario Marcucci dopo un vertice a Roma sul futuro del celebre Istituto fiorentino di restauro convocato a Palazzo Madama con il presidente Martini e il sindaco Domenici DOPO la riunione è stato deciso di costituire una commissione di tecnici che dovrà valutare le due opzioni: autonomia amministrativa o inserimento in un Polo museale fiorentino Lo storico Opificio delle pietre dure di Firenze resta nel capo-luogo toscano ma dovrà cambiare e essere maggiormente valorizzato. Per questo è stata istituita una commissione tecnica che in tempi brevi analizzerà le due ipotesi attualmente sul tavolo: autonomia amministrativa o inserimento in un Polo museale fiorentino ridisegnato che avrà funzioni e ruoli diversi. Le conclusioni della commissione saranno poi analizzate dal ministero per una soluzione condivisa. Queste le novità emerse dall' incontro sul futuro dello storico Istituto fiorentino richiesto dalla presidente della commissione Cultura del Senato Vittoria Franco e al quale hanno partecipato il sottosegretario al ministero dei Beni culturali Andrea Marcucci, la soprintendente Cristina Acidini, il direttore della soprintendenza regionale toscana Mario Augusto Lolli Ghetti. All'incontro erano presenti anche numerosi esponenti del mondo politico e culturale locale, tra cui il presidente della Regione Claudio Martini, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il senatore Paolo Amato. La commissione tecnica sarà composta da Acidini, Lolli Ghetti e Marco Ciatti, in rappresentanza dell'Opificio. In quindici giorni la commissione analizzerà due ipotesi: ricercare per l'Opificio una formula di autonomia amministrativa con la quale attingere anche a fondi e commesse esterni da quelli del ministero; oppure inserire l'Opificio all'interno del Polo museale fiorentino, che già oggi gode di autonomia amministrativa, in un progetto globale di riorganizzazione dei due istituti. Molto soddisfatti dell'incontro si sono detti Domenici, Sempre ieri la commissione cultura di Palazzo Vecchio aveva approvato all' unanimità una mozione per preservarne l'autonomia.