CARA GAZZETTA... A S. Agostino basta ipocrisie. Qualche anno fa le nostre critiche erano rivolte contro la cementificazione degli antichi rioni ad opera del Provveditorato alle opere pubbliche (una per tutte la necropoli di S.Leonardo, dove furono distrutte più di 180 tombe in un area destinata a museo demoetnoantropologico). Criticavamo l'Amministrazione comunale per la scarsa qualità dei suoi interventi sul connettivo (pavimentazioni, paramenti esterni, materiali di recupero incongrui ecc.) e si organizzava l'opposizione alla realizzazione di opere pubbliche di dubbia utilità e di grande impatto culturale e ambientale: tipo la raccolta pneumatica dei rifiuti e il parcheggio di S.Agostino. Nessuno di noi si sarebbe immaginato di aprire una vertenza con l'istituzione culturale per eccellenza presente sul nostro territorio: il ministero dei Beni e delle attività culturali e in particolare con la Soprintendenza ai Beni ambientali architettonici e paesaggistici. Per istituto la Soprintendenza dovrebbe occuparsi di tutela e di conservazione dei beni culturali, rappresenta lo Stato e l'interesse pubblico per eccellenza, è un organo di garanzia ed è depositario della conoscenza e dei sapere. A Matera la Soprintendenza da un decennio non sembra più sopra le parti, rilascia pareri e nulla osta sulla base di principi e regole che i cittadini non conoscono. Asseconda, con la sua saggezza, istallazioni di edicole votive nelle strutture antiche dei Sassi e incoraggia ricostruzioni immaginarie. Non si oppone alla distruzione di necropoli e antichi camminamenti. La Soprintendenza a Matera, in un momento di "follia", è stata capace negli anni '90 di dire «No» al parcheggio di S.Agostino promosso dal Comune. Ma dopo qualche anno approva, approfittando dei fondi sui Beni Culturali, un parcheggio di pari impatto sulla stessa area. Quale è la logica in tutto questo? Quale è l'indirizzo culturale? A quali regole dell'Arte e quali Codici si riferisce la nostra Soprintendenza? Si difendono dicendo che il progetto è stato concordato (con chi?) ed è diverso dall'altro (pochi posti auto in meno, come se il problema fosse questo), in ogni caso l'opera è compatibile con lo strumento urbanistico. La Soprintendenza per giustificarsi ha scelto la strada più semplice, quella dell'"ignoranza"; questo permette di non cogliere il senso dell'obiezione addebitata, e sperare che la nottata passi tranquilla. Il sindaco si era impegnato con le associazioni a porre la questione in essere. A gennaio dell'anno corrente all'assessorato ai Sassi si è svolta una conferenza di servizio dove furono assunti alcuni impegni da parte della Soprintendenza che non sono stati rispettati. In quell'incontro fu chiesto la tutela della terrazza degradante che si era rivelata a seguito dell'abbattimento dei muri di cinta. La nuova configurazione morfologica del terreno, si argomentò, ha messo in evidenza la solida elaborata eleganza della struttura architettonica del complesso monumentale di S.Agostino. Questa nuova realtà va colta per ripensare l'intera questione del parcheggio la cui entità va rivista, ridimensionata, finalizzata al sostanziale mantenimento della terrazza giardino venuta alla luce, con minimi modifiche planoaltimetriche e senza invasivi spazi interrati. Chiediamo a questa Amministrazione di pronunciarsi in modo chiaro e netto. Faccia la battaglia se davvero è convinta. Per dimostrare che è impegnata a riportare nuova qualità negli interventi all'interno dei Sassi; qualità che costituisce l'obiettivo dichiarato del Piano Generale di Recupero di recente adottato dal Consiglio comunale.