La sorpresa che Silvio Berlusconi ha in serbo per il semestre europeo ha il volto dell'imperatore Adriano. Un busto, trasportato nella notte, in gran segreto, dal Museo archeologico di Napoli, attraverso l'Italia e poi oltre le Alpi fino a raggiungere Bruxelles. Arrivato in Belgio nel pomeriggio di ieri, sarà collocato davanti alla sede del Consiglio, nel cuore del quartiere «europeo», e ci resterà fino alla fine dei sei mesi italiani alla guida dell'Unione. Sarà l'inquieto imperatore del II secolo dopo Cristo ad accogliere capi di Stato e di governo, da Jacques Chirac a Tony Blair, da Gerhard Schroeder a José Maria Az-nar, a metà ottobre e poi a metà dicembre, quando Bruxelles ospiterà le riunioni del Consiglio europeo presiedute dall'Italia. E' probabile che con la scultura ce ne siano anche altre due, prelevate da Napoli e dal Museo nazionale di Roma, già esposte durante il Vertice della Nato a Pratica di Mare, qualche mese fa. E' stato il ministro Giuliano Urbani ad avere l'idea di Adriano. Il premier l'ha consultato, un po' di tempo fa, per chiedergli: che cosa, possiamo portare di simbolico nella nostra trasferta a Bruxelles? In mente Berlusconi aveva "un reperto archeologico", qualcosa che venisse dal passato. La scelta del ministro della Cultura è caduta su un busto di Adriano, ultimo imperatore della Roma al suo massimo splendore, governante illuminato, poeta e condottiero, amante appassionato della cultura greca. Alla figura dell'imperatore è dedicato il celebre libro di Marguerìte Yourcenar, Memorie di Adriano: una delle letture che il Cavaliere dice di preferire. Accanto all'alluminio e al bronzo del cavallo con stella di Paladino, accanto al ferro verniciato di bianco di Consagra, ci saranno dunque a rappresentare la tradizione culturale italiana anche il marmo della statue dei Musei archeologici. Una scelta precisa quella di puntare sull'arte, sottolineano negli ambienti diplomatici italiani di stanza a Bruxelles. Così è cominciato il semestre: un concerto ieri sera al Palais des Beaux Arts nella capitale belga (l'opera di Vivaldi «La Senna festeggiante») e poche ore prima a Strasburgo l'inaugurazione della mostra Italian Factory, rassegna delle ultime produzioni dell'arte italiana. Un "messaggio politico" che la presidenza intende trasmettere ai Quindici, presto Venticinque: il vero collante dell'Unione europea è da sempre la cultura.