Alta 25 piani, con giardini pensili, è il simbolo della rivoluzione urbanistica Dal mito di Babilonia al sogno di mettere Astana al centro del mondo MOSCA È sorta nel vuoto della steppa asiatica, solo perché il presidente voleva che la nuova capitale fosse al centro del paese. Adesso Astana, a quasi dieci anni da quando la vecchia Almaty (Alma Ata ai tempi dell'Unione Sovietica) è stata declassata, sta prendendo forma. Grazie a venti miliardi di euro spesi nel progetto e alla ferma volontà di Nursultan Nazarbayev, capo indiscusso del Kazakistan fin da prima dell'indipendenza, presidente praticamente a vita, come tutti i suoi colleghi delle ex repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale. E l'ultima aggiunta alla sua nuova capitale è una piramide alta quanto un palazzo di venticinque piani, progettata da Norman Foster, uno dei più famosi architetti del mondo e consacrata alla pace e alla convivenza tra le religioni. Un monolito di quasi 70 metri, tutto vetro, acciaio e cemento realizzato per ospitare un congresso triennale delle religioni mondiali. Un punto ormai caratteristico del paesaggio di Astana che, nei piani del suo ideatore, crescerà ancora nei prossimi anni fino a raggiungere il milione di abitanti e a costituire «una delle grandi meraviglie». Un'Opera House che fa venire in mente il teatro dove cantò Caruso a Manaus, nel cuore dell'Amazzonia. Giardini pensili progettati sul modello di quelli di Babilonia. Parchi, grattacieli, piscine. Questo luogo inospitale, lontano da tutto, stimola da decenni per qualche strano motivo la fantasia dei governanti sovietici e post sovietici. Nikita Krusciov vedeva in Tselinograd, come l'aveva chiamata, il centro del suo sogno di trasformare la steppa in area agricola. Fu il grande progetto fallimentare delle Terre Vergini. E adesso Nazarbayev, che ha paragonato la sua idea al disegno di Pietro il Grande che creò San Pietroburgo e alla decisione di Ataturk che spostò la capitale da Istanbul ad Ankara. Pochi di quelli che abitano ad Astana la amano. Per il suo clima, tanto per dirne una. Quaranta sotto zero d'inverno e quaranta sopra d'estate. Per il suo isolamento, al centro di un Paese grande quanto l'Europa Occidentale e che ha appena 15 milioni di abitanti. Ad Astana si arriva solamente in aereo, viste le distanze. Ma il cantiere va avanti, a ritmi frenetici. È il più grande (e meglio finanziato) progetto al mondo. Il piano urbanistico è stato elaborato dall'architetto giapponese Kisho Kurokawa. Manfredi Nicoletti ha realizzato un auditorium che ricorda un fiore colossale. Poi Foster, con la sua piramide sotto la quale è stata realizzata un'altra sala per concerti circolare. La cima della piramide è di vetro, con colombe che volano in un cielo azzurro sotto un sole giallo, i colori nazionali del Kazakistan. Il Paese è formalmente una democrazia (Nazarbayev è stato rieletto presidente a dicembre con il 91,15 dei voti) ma l'opposizione praticamente non esiste, come la stampa libera. Il regime, però, è moderatamente autoritario, almeno secondo gli standard delle altre repubbliche (vedi Uzbekistan e Turkmenistan). Al mondo sta a cuore soprattutto la stabilità, in un Paese che controlla enormi giacimenti di petrolio e gas e che estrae ogni anno 62 milioni di tonnellate di greggio, un quinto della Russia. Quindi nessuno dice nulla contro Nazarbayev. L'unica spina nel fianco del governo è un comico inglese, Sacha Baron Cohen, che sul canale televisivo Channel Four (e oggi anche con un film, distribuito dalla 20th Century Fox) si è inventato un finto reporter kazako, Borat, che va in giro scandalizzando la gente con fasulli luoghi comuni del Kazakistan. Come quello che i cavalli contano più delle donne. E il governo di Nazarbayev ha protestato ufficialmente.
II despota della steppa e l'architetto. In Kazakistan la piramide di Foster
Astana, la capitale del Kazakistan, è un simbolo della rivoluzione urbanistica. La città è stata costruita nel vuoto della steppa asiatica e ha un piano urbanistico elaborato dall'architetto giapponese Kisho Kurokawa. La città è stata finanziata con 20 miliardi di euro e ha una piramide alta 25 piani progettata da Norman Foster, che ospita un congresso triennale delle religioni mondiali. La città ha anche un teatro, giardini pensili e parchi. Tuttavia, la città è considerata inospitale e ha un clima estremo, con temperature di 40 gradi sotto zero in inverno e 40 gradi sopra zero d'estate.
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