Amara sorpresa ieri per numerosi visitatori del Castello Sforzesco. Il museo delle Arti decorative, quello degli Strumenti musicali e la mostra Indoamerica sono rimasti chiusi. Motivo? Mancava il personale. Il servizio informazioni telefonico invitava lo stesso a visitare il Castello: «Ci sono tante altre cose belle da vedere». Vero. Ma il problema rimane. Qualcuno, poi, riferisce che i musei sono stati chiusi perché a Palazzo Reale due mostre ne assorbono i custodi. Con le prossime aperture, la situazione peggiorerà. I custodi museali del Comune di Milano, come anche il personale delle biblioteche, sono pochi rispetto alle esigenze. E bisogna sempre augurarci che nessuno si ammali, perché in quel caso spesso il meccanismo va in tilt. I servizi che vanno oltre gli orari dei custodi sono affidati a cooperative private. Solo quest'anno sono stati aperti Villa Belgiojoso Bonaparte e l'Acquario, musei che necessitano di custodi, in teoria uno per sala. Ma non è arrivata una persona in più. Alcuni musei hanno già ridotto i loro orari, come il museo del Risorgimento aperto solo la mattina, il museo di Milano solo il pomeriggio e la Casa Museo Boschi Di Stefano dal mercoledì alla domenica. La richiesta di assunzione di nuovo personale era già sul tavolo dell'ex sindaco Albertini. Il 12 giugno scorso la Moratti ha ricevuto dall'ex direttore centrale Cultura, Alessandra Mottola Molfino, un rapporto dove la questione custodi e personale figurava tra le massime urgenze. «Da quando ho fatto fare corsi di aggiornamento intensivo riconvertendo 150 commessi comunali riferisce l'ex direttore nulla è stato più concesso».