Nella zona inaugurata a settembre non e ancora stata avviata la riesumazione dei reperti archeologia IL PARCO archeologico c'è, ma non si vede. Sulla sorte del grande parco di Centocelle, inaugurato il 9 settembre in occasione della Notte Bianca, non si hanno ancora notizie. Da oltre tre anni ormai, da quando cioè sono stati stanziati i primi contributi per il recupero e la bonifica del parco, cittadini, associazioni territoriali e comitati di quartiere chiedono invano al Comune e al sindaco Veltroni che la città di Roma venga messa al corrente sullo stato dei lavori. Il grande parco di 120 ettari è nell'area dell'ex aeroporto di Centocelle e può vantare al suo interno, oltre all'interessante memoria storica del primo aeroporto d'Italia, un prezioso patrimonio archeologico che comprende ben tre ville romane risalenti al 700 a.C, nonché una considerevole mole di dati archeologici, relativi a viabilità, impianti di coltivazione, necropoli, cisterne e acquedotti, che danno la possibilità di conoscere i cambiamenti di questa parte del suburbio romano attraverso il tempo. Per la valorizzazione e la tutela di questo importante patrimonio storico-artistico, la Sovrintendenza ai Beni culturali del Comune di Roma ha effettuato gli scavi e predisposto progetti esecutivi di restauro per i quali erano stati previsti stanziamenti ammontanti a 5 miliardi di vecchie lire. Allo stato attuale, però, non è stato ufficializzato alcun finanziamento per il restauro dei resti delle ville romane, ma è stata invece avviata la realizzazione dei primi 34 ettari della parte ambientale del parco stesso, senza che contemporaneamente si avviasse, come previsto, la "riesumazione" dei resti archeologici. A questo si aggiunge la preoccupazione per lo sconfinamento dall'adiacente area militare che, a quanto risulta dalle stesse planimetrie presenti nel progetto diffuso dal Comune, avrebbe inglobato parte suolo archeologico in corrispondenza della villa detta "Della Piscina". Da quanto riferisce il presidente del Municipio VII, Mastrantonio, il Comune avrebbe garantito fondi per la gestione e la vigilanza del parco solo fino al 31 dicembre. È però d'obbligo l'utilizzo del condizionale perché, almeno fino alla prossima conferenza dei servizi, non se ne avrà la certezza. Molti sono ancora gli interrogativi e gli aspetti in ombra; sembrerebbe infatti che se i soldi per la gestione del parco non dovessero essere stanziati dal nuovo bilancio 2007, verrebbero recuperati dagli appalti per i servizi, di cui pero ancora non si conoscono né le modalità, né i referenti. Rimane il fatto che le aree sopra citata ancora non esistono, come non esiste il laghet-to artificiale ideato per tramutarsi in una stazione di sosta per i volatili, il completamento dell'area parcheggi e della viabilità interna, i percorsi pedonali naturalistici e archeologici, il centro multimediale, il teatro ed il museo del parco. Entrando oggi nel parco di Centocelle, ci si trova davanti a una distesa pressoché desertica, più simile a una polverosa area sterrata che a quello che sarebbe dovuto essere "il polmone verde della città". Dell'area archeologica poi nessuna traccia. Campeggia invece sullo sfondo un enorme scheletro di cemento mai terminato, di proprietà dell'aeronautica militare. Fino a oggi, per gli studi preparatori, la progettazione, la recinzione, gli scavi e altro, sono già stati spesi oltre 20 miliardi di vecchie lire. Se è vero che gli ulteriori contributi necessari alla gestione del parco debbano uscire dagli appalti dei servizi, si attende allora di sapere in tempo record, entro cioè il 31 dicembre (termine ultimo indicato dal Comune per lo stanziamento dei fondi), quali siano e come vengano gestiti questi appalti.