Fontana interviene sul "tavolo" che si apre domani IL DESTINO dell'Opificio delle pietre dure si incrocia con quello della Biblioteca nazionale centrale. Del primo si discuterà domani in Palazzo Vecchio, in un incontro della presidente della commissione cultura del Senato Vittoria Franco con i rappresentanti delle istituzioni cittadine, provinciali e regionali, con il sottosegretario dei beni culturali Andrea Marcucci, l'ex soprintendente dell'Opificio Cristina Acidini e il direttore regionale Mario Lolli Ghetti. Sul tavolo le ipotesi formulate su come valorizzare l'istituto, se lasciarlo autonomo o inserirlo nel Polo museale, secondo modalità e organismi giuridici tutti da discutere. «Spero senza dimenticare cosa accadrà della nostra Biblioteca nazionale» aggiunge la direttrice Antonia Ida Fontana, preoccupata per il destino incerto dell'istituto che dirige. Legato a doppio filo, almeno secondo Giuseppe Proietti capo del Dipartimento innovazione e riforme del ministero dei beni culturali, a quello dell'Opificio. «Solo uno dei due può avere l'autonomia gestionale e amministrativa» ha più volte spiegato Proietti, illustrando il giro di vite della Finanziaria che prevede la riforma del ministero e la riduzione dei dirigenti. Un aut aut insomma per Firenze, che se mantiene l'autonomia (e il soprintendente per l'Opificio) rischia di cancellare la già annunciata autonomia per la Biblioteca nazionale. Spiega Fontana: «La riforma del ministero prevede che i quattro dipartimenti che salvaguardavano la specificità dei singoli istituti siano riuniti sotto un unico segretario generale. Con il rischio che tutti i beni saranno così subordinati alle direzioni regionali dei beni culturali. Un addio alla Biblioteca " nazionale centrale" e alla sua autonomia». Una perdita da scongiurare, sottolinea la direttrice, auspicando un confronto politico "alla" pari sul destino di Opificio e Biblioteca. (m. a.)