È entrata nel vivo a Macomer la campagna di valorizzazione dei monumenti, partendo dalla ristrutturazione in corso dell'antica casa Attene destinata a diventare centro-servizi del museo archeologico del Marghine. Oltre alle sale per l'esposizione dei reperti, si sta realizzando un'esposizione all'aperto nelle aree di Filigosa, Santa Barbara, Tamuli e Succoronis, oltre alla vallata di S'Adde e nella muraglia di Pedra Odetta. Proprio in Quest'ultimo sito nuragico è in corso una campagna di scavi che a breve interesserà anche le aree di Santa Barbara, Filigosa e Tamuli, per verificare anche se esistevano davvero i cinquanta villaggi nuragici citati dall'Angius e dal Lamarmora. Con la sistemazione dell'area di Tamuli (dove spiccano un nuraghe attorniato dai resti delle capanne, alcuni betili e una tomba di giganti), entrerà nel vivo il piano di valorizzare di tutti i siti archeologici predisposto dal Comune. «Un progetto già esecutivo - dice l'assessore ai Lavori Pubblici Roberto Falchi - che ci consente di portare termine le azioni di sviluppo turistico, valorizzando il territorio, insieme al patrimonio archeologico che gli stessi studiosi considerano inestimabile». Molto si punta però anche sul museo che, precisa l'assessore comunale alla Cultura Luigi Muroni, «non può intendersi semplicemente come l'inaugurazione di qualche sala, nella quale trovano ospitalità alcuni reperti archeologici, restaurati alla bella meglio. Stiamo invece elaborando un piano di gestione complessivo del museo e dei siti, per i quali è in atto un progetto triennale a carico della Regione che presto dovrebbe essere rifinanziato». Anche nell'area di San ta Barbara, con il nuraghe già restaurato e i resti dell'antica chiesa medievale, (ruderi disseminati ovun-que e in bella mostra in qualche locale pubblico di Macomer), il Comune intende intervenire con l'illuminazione del monumento e dell'intera zona, ben visibile dalla strada statale 131. Lo stesso intervento è previsto anche per Tamuli e Filigosa e per la muraglia di Pedra Odetta. In tutti gli insediamenti archeologici più importanti, come è stato fatto per Tamuli, saranno realizzati i parcheggi e i percorsi obbligati, anche con interventi di tipo ambientale che riguarderà la vallata di S'Adde, soprattutto nelle vicinanze della grotta Marras, dove nel 1949 venne riportato alla luce il bronzetto nuragico conosciuto come la "Veneretta di Macomer".