Convegno internazionale sulle possibilità di sviluppo SASSARI. La valorizzazione dei beni culturali può tradursi in una crescita economica del territorio? Eccome. Almeno nei Paesi europei in cui su questo tema si è già molto avanti. Sono stati gli interventi dei rappresentanti delle delegazioni straniere, infatti, il piatto forte della terza giornata del convegno internazionale «Cultura e sviluppo del territorio», patrocinato e promosso dall'Università degli Studi di Sassari in collaborazione con gli assessorati regionale e provinciale alla Cultura, che si è concluso ieri a Sassari, nell'Aula Magna della facoltà di Lettere e Lingue con la presentazione delle relazioni finali. Così Nollaig O'Fionnghaile, dell'Università dell'Ustler, si è soffermata sull'importanza che la cultura può avere nel processo di pace fra cattolici e protestanti in un paese martoriato come l'Irlanda, e sulle sinergie che vengono utilizzate nel suo paese per lo studio dei beni culturali, intesi anche come musica teatro e arti figurative, frtveee Donato Giuliani, del dipartimento della Cultura della Regione Nord Pas de Calais, ha presentato il progetto di sviluppo culturale nel quale si sono unite varie regioni francesi, e che ha portato la città di Calais a essere nominata nel 2004 capitale europea della cultura. Sull'unione delle forze fra enti diversi ha insistito anche Angeles Diaz Vieco, direttrice reggente della Fondacion Cultura y Deporte di Castilla-la Manetta, che ha parlato della valorizzazione di città stori-che della Spagna come Toledo ha portato non solo al recupero delle tradizioni, ma anche a una importante crescita economica che sta addirittura riuscendo a invertire il processo di emigrazione. Tanto è vero che non solo i residenti stanno rientrando, ma ne stanno arrivando anche tanti altri, alla ricerca di un lavoro che adesso c'è. La conclusione è spettata a Joe Friggeri, del Consiglio Culturale di Malta, che ha fatto una analisi approfondita sui progetti turistici della piccola isola che hanno studiato delle precise interconnessioni fra il turismo culturale e quello più classico balneare. I beni culturali, di cui anche la Sardegna è ricchissima quindi, possono produrre ricchezza, e diventare uno sbocco occupazionale per i giovani laureati. A patto però di individuare i percorsi adatti alla nostra realtà geografica, storica e culturale e collegare le iniziative private che nascono nel territorio con i programmi delle amministrazioni. Dalla loro raziOnalizzazione e la strutturazione in sistema nasceranno effetti proficui, come l'allungamento della stagione turistica e il coinvolgimento di località lontane dal mare, finora rimaste escluse o ai margini del fenomeno. Fabio Fresu