Gli albergatori gelano Bersani «Non ci servono gli incentivi» Hotel: sugli incentivi di Bersani divisi costruttori e albergatori Il ministro studia fondi a sostegno delle ristrutturazioni Gli operatori: piuttosto evitiamo la tassa di soggiorno Le iniziative di Pierluigi Bersani a Roma non fanno breccia. Dopo la rivolta di luglio dei tassisti contro il pacchetto liberalizzazioni, dopo le proteste dei farmacisti e dei professionisti, stavolta il ministro per lo Sviluppo economico incassa il gelo degli albergatori, pur avendo pensato a misure economiche a vantaggio della categoria. L'esponente dei Ds infatti l'altro ieri, intervenendo a Padova a un convegno, ha annunciato che il governo sta preparando un provvedimento per incentivare le ristrutturazioni degli hotel. Una sorta di rottamazione dei vecchi alberghi, attraverso lo strumento delle agevolazioni fiscali. «Non ci servono queste misure, piuttosto si faccia un passo indietro .per quanto riguarda la tassa di soggiorno, se davvero si vuole far crescere il turismo», è la replica degli operatori. Gli imprenditori dell'edilizia però la pensano diversamente. «Se la misura può servire per migliorare gli standard qualitativi, ben venga», dice Silvano Susi, presidente dei costruttori romani. E aggiunge: «Penso per esempio a incentivi per adeguare le strutture alle nuove norme sul risparmio energetico: gli incentivi sarebbero utili». Gli albergatori però non ci stanno. «Il governo da una parte vuole rimettere la tassa di soggiorno, che di certo non aiuterà il turismo, e dall'altra propone interventi di questo genere. Mi sembra perlomeno curioso», commenta Massimo Bettoja, imprenditore del settore e presidente dell'Ente bilaterale territoriale per il turismo. «Il governo pensi a creare le condizioni per attrarre il maggior numero di turisti, alle ritrutturazioni ci pensiamo noi come già abbiamo fatto negli ultimi anni - dice ancora Bettoja -. A Roma abbiamo avuto un boom turistico grazie all'azione congiunta fra gli operatori e l'amministrazione comunale che ha creato eventi e nuovi punti di attrazione per l'arte e la cultura. E ha fatto sì che le presenze siano cresciute del 25 in tre anni. Se ci sono le condizioni che favoriscono il turismo, non servono incentivi. Questa rottamazione non serve. Il male è lasciare che ogni regione vada per conto proprio, mentre servirebbe una politica comune per la gestione delle risorse». E ancora: «Non si realizzano le strutture aspettando poi che si riempiano. Se c'è domanda, noi investiamo. Siamo imprenditori». Duro anche Giuseppe Roscioli, presidente degli albergatori della Capitale: «A Roma per il Giubileo gli hotel di quasi tutte le categorie erano stati ristrutturati. Negli ultimi cinque anni sono stati aperti 110 alberghi nuovi. E soprattutto le strutture delle categorie più alte hanno già raggiunto standard qualitativi molto elevati, in linea con le catene grandi città europee. La situazione è abbastanza buona. Questi incentivi non servono». E pure Ro-scioli va giù pesante sulla tassa di soggiorno: «Se davvero si vuole incentivare il turismo, anziché pensare alla rottamazione che in questo momento non serve, cerchiamo di evitare interventi che possano penalizzare la domanda, come appunto la tassa di soggiorno. Gli incentivi per le ristrutturazioni del resto già ci sono con le leggi regionali. Qui a Roma per esempio ci sono le agevolazioni sull'Iva». Il progetto Bersani dunque non piace nella Capitale, anche se a livello nazionale le associazioni degli albergatori hanno subito espresso apprezzamento per l'iniziativa del governo. «Ma qui viviamo in una realtà diversa», dicono gli operatori romani. Il messaggio è chiaro. «A noi non servono soldi pubblici. Ma non vogliamo nuove tasse. Semmai vogliamo politiche per migliorare l'offerta culturale sul territorio». Come Francesco Rutelli prima e Walter Veltroni poi hanno già fatto. Paolo Foschi Lilli Garrone
Turismo: il governo studia un sostegno alle ristrutturazioni
Il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha annunciato un provvedimento per incentivare le ristrutturazioni degli hotel attraverso misure fiscali. Tuttavia, gli albergatori di Roma hanno reagito negativamente a questa proposta, affermando che non servono gli incentivi e che la tassa di soggiorno dovrebbe essere evitata. Gli imprenditori del settore sostengono che la ristrutturazione degli hotel è già incentivata con le leggi regionali e che non è necessario aggiungere ulteriori soldi pubblici. Inoltre, sostengono che la tassa di soggiorno potrebbe penalizzare la domanda di turismo e che è necessario creare condizioni per attrarre il maggior numero di turisti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo