I musei americani stanno pian piano restituendo i pezzi di provenienza clandestina acquisiti nel corso degli anni. Dal tesoro di Morgantina agli aeroliti di Demetra e Persefone Al museo di Aidone, ex Morgantina, stanno preparando le stanze in attesa che dai musei americani arrivino i reperti archeologici trafugati. Uno di questi è il tesoro dei 15 pezzi d'argento di finissima fattura greca che si trova al Metropolitan museum di New York. Dice l'ex ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione: «Ho firmato un accordo con il Met nel senso che si tengono il tesoro di Morgantina ancora per quattro anni e poi lo restituiscono». Ora è passato quasi un anno da quell'intesa e quindi nel 2009 il tesoro di 15 pezzi tornerà. Nel frattempo il museo di Boston si sta liberando di 5000 pezzi provenienti dall'Italia, già un gruppo è arrivato a Roma, si tratta di bellissime anfore a figure rosse, di preziosi vasi apuli, di splendidi crateri. Anche i due aeroliti che il gioielliere miliardario Maurice Tempelsman, ex assiduo frequentatore di Jacqueline Kennedy, ha affidato al Virginia museum dovrebbero fare il percorso all'inverso andando a finire nel museo di Aidone, che a questo punto potrebbe diventare abbastanza presto l'antiquarium più importante di Sicilia. Per chi non lo ricordasse, gli aeroliti sono teste, mani e piedi di marmo con cui nell'antichità si facevano le statue componendo il resto del corpo con drappeggi di altro materiale meno costoso del marmo. Chi restituisce e chi no 'esempio dato dal museo di Boston è «straordinario» e conferma la tendenza dei musei americani di restituire all'Italia i reperti trafugati dai tombaroli e venduti sul circuito clandestino attraverso la mediazione di antiquari svizzeri. In questo traffico i tombaroli, che poi sono i veri scopritori, hanno guadagnato pochi spiccioli. Ad esempio i due aeroliti attualmente nel museo della Virginia furono venduti due milioni e mezzo di lire e poi ceduti per due milioni di dollari negli Stati Uniti. Invece il tesoro d'argento venne venduto dai tombaroli per 110 milioni di allora, ma si capiva subito che si trattava di un rinvenimento eccezionale. Il solo museo a non volere restituire nulla è il Paul Getty di Malibu, che tuttavia è chiaramente di provenienza clandestina. Ci sono trattative in corso, ma si sono arenate e lo stesso Rutelli. ministro dei Beni culturali, non ce la fa a smuovere le acque. Al Paul Getty museum c'è la celebre statua della Venere di Morgantina alta oltre due metri e attorno alla quale c'è un mistero impenetrabile. La storia del «tombarolo.» Il «re dei tombaroli» di Aidone ci disse nel gennaio del 1999 che di autentico in quella statua, pur venduta per venti milioni di dollari negli anni 80, c'è soltanto la testa: «La testa è stata trovata a Morgantina, il resto è falso. Hanno fatto arrivare da Selinunte il marmo per mani, piedi e braccia, e poi anche il calcare di quella zona per comporre il resto del corpo, cioè il torso, lo stomaco, il lungo drappeggio sulle gambe. Impossibile capire che la statua era stata rifatta per nove decimi. L'aveva realizzata un superartista settantenne del Lazio che ha imposto ai figli il silenzio e ha lasciato nel testamento il suo sistema di lavorazione». Le tre teste In effetti sembra che la testa della statua, indubbiamente autentica, venne ritrovata dai tombaroli a Morgantina assieme agli altri due aeroliti che si trovano attualmente nel museo virgi-niano. Si tratterrebbe di Demera e Persefone, le divinità delle messi e dell'Oltretomba venerate in tutte le città della Sicilia greca, soprattutto ad Aidone. In sostanza furono disseppellite tre teste: due (quelle di Demetra e Persefone) presero subito la strada del mercato clandestino e degli Stati Uniti e una, quella di Venere, servì a quella fantastica truffa della statua da venti milioni di dollari. Se il racconto del tombarolo di Aidone è vero, il Paul Getty museum dovrebbe prendere atto di essere stato turlupinato e cedere la statua alla Sicilia, magari avrà minor valore storico, ma è sempre un clamoroso esempio della «bravura» dei tombaroli nostrani e della dabbenaggine di tanti «esperti». I misteri di Morgantina A Morgantina ci dovrebbero essere tante altre cose da scoprire perché questa città, crocevia dei commerci al centro della Sicilia greca, distrutta nel IV secolo a.C. dalle legioni romane perché alleatasi con Siracusa, era ricca di tesori che turano seppelliti sotto povere case per sottraile agli invasori romani.