Si è costituito a Firenze il comitato "Viva l'Opificio", il cui fine è di salvaguardare e rilanciare, in un momento estremamente difficile, l'OPD. Il comitato, da me promosso, ha avuto fra le sue prime adesioni Giorgio Bonsanti e Antonio Paolucci ed è aperto a tutte le persone di cultura ma, per il momento, onde evitare possibili strumentalizzazioni di ogni tipo, esterne alla politica eo alla amministrazione del Ministero Beni e Attività Culturali. Esso intende agire in tutte le sedi culturali, politiche, sindacali, giornalistiche, per lo scopo sopra accennato. E' urgente agire, prima della emissione dei decreti ministeriali. Qui di seguito invio un documento che è la base delle richieste del Comitato, con le firme degli aderenti sino ad oggi. Se intendete aderire, comunicatemelo via mail, con la vostra qualifica. Se conoscete chi può e vuole aderire, divulgate via mail questa nota con l'allegato. Grazie a tutti. Maurizio Michelucci ex direttore della Scuola di Alta Formazione dell'OPD. docente a contratto di storia e tecnica del restauro nella Università di Pisa Indirizzo mail: m.micheluccitiscali.it "VIVA L'OPIFICIO" E' stato reso noto da parte degli organi di stampa il progetto del Ministero Beni e Attività Culturali di operare il declassamento dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ad ufficio privo di dignità dirigenziale e facente capo al Polo Museale Fiorentino. Questo progetto fa parte di una proposta "per venire incontro alla legittima esigenza di mantenere la dirigenza dell'OPD a Firenze", dopo che una generale protesta aveva respinto la proposta di accorparlo ad un istituendo "Istituto Superiore per il Restau-ro", retto da un unico dirigente con sede a Roma, che nascerebbe con l'intento di "razionalizzare" le attività di ricerca e operative relative a questo comparto, ma con il fine soprattutto di risparmiare sul numero dei dirigenti tecnici (da 4 ad 1) preposti agli Istituti ministeriali (OPD, ICPL, ICR, Istituto di Fotoriproduzione e Legatoria de-gli Archivi di Stato) che si sono occupati di restauro e conservazione del Patrimonio Culturale ben da prima della istituzione del Ministero Beni Culturali e Ambientali ad opera di Giovanni Spadolini, nel 1975. Non si vogliono qui esprimere considerazioni sulla gestione di un Ministero che ha visto moltiplicarsi anno dopo anno, spesso su istanze di carattere localistico e clientelare, uffici grandi e piccoli di ogni livello con conseguenti aumenti di spesa per sedi, funzionamento, missioni e dirigenti (molti con il grado di Direttore Generale), ma con una fortissima riduzione del personale tecnico (e non solo) e dei finanziamenti destinati alle funzioni di restauro, tutela e valorizzazione. Riteniamo però intollerabile che un Istituto quale l'OPD, con quasi quattrocento anni di storia, dei quali almeno duecento nel campo del restauro, e che ha acquisito innumerevoli riconoscimenti a livello mondiale nella conservazione, restauro e Alta Formazione costantemente contando sulle proprie valenze operative e di ricerca e lontano da burocrazie e da posizioni di rendita ministeriali, venga cancellato eo declassato a gabinetto di restauro dei musei fiorentini con un burocratico tratto di penna. Ancor più intollerabile è che il progetto sia stato messo in relazione dalla burocrazia ministeriale alla promessa concessione della autonomia gestionale e contabile alla Biblio-teca Nazionale di Firenze, quasi in una "guerra tra poveri", viste anche le condizioni in cui sta operando la Biblioteca. Anche in relazione all'ultimo dei grandi interventi scientifici e tecnici dell'OPD a livello internazionale, il contributo al restauro della grande statua bronzea di "Apoxyomenos", l'Atleta di Lussino, la cui mostra patrocinata dal Presidente della Provincia di Firenze è da pochi giorni stata inaugurata alla presenza del Ministro stesso della Cultura della Croazia, richiediamo che l'Opificio delle Pietre Dure non solo sia mantenuto nella sua dignità di Istituto con competenze a livello nazionale con a capo un Dirigente tecnico, ma che venga rilanciato nella sua operatività con la concessione di quella autonomia contabile ed amministrativa da sempre richiesta e mai ottenuta. Riteniamo altresì che l'OPD debba certamente relazionarsi con l'istituendo Istituto Superiore del Restauro ma, senza entrare nel merito di dettagli tecnici, riteniamo possibile che ciò possa realizzarsi in modo analogo agli attuali assetti istituzionali, in esito ai quali l'OPD fa capo alla Direzione Generale per l'Innovazione tecnologica e la promozione del Ministero Beni e Attività Culturali. per Il COMITATO "VIVA L'OPIFICIO" Maurizio Michelucci