Da una parte lo sviluppo, a cominciare dalla connessione tra il porto di Livorno e il corridoio dellAlta velocità. Dallaltra la tutela, con la normativa di protezione per le colline e le coste. Sono le due facce del Pit, il piano dindirizzo territoriale che il Consiglio regionale discuterà entro la fine dellanno. E che, se non ci saranno intoppi, entrerà in vigore dallinizio del 2007. Il caso Monticchiello, e la raffica di polemiche che ne sono seguite, ha riacceso i riflettori sullurbanistica toscana. In qualche caso è diventata oggetto di un vero e proprio processo, visto che lo stesso Alberto Asor Rosa, il primo a denunciare linsediamento sui pendii collinari del Comune di Pienza, aveva puntato il dito contro una normativa toscana che ha fatto la scelta del decentramento della responsabilità urbanistica. Il Pit, di cui si parlerà anche oggi nel convegno nazionale sul governo del territorio organizzato a Firenze da Ds e Margherita, dovrà servire anche a rispondere a tutti gli interrogativi sollevati dal caso Monticchiello, fa intendere lassessore allurbanistica della Regione Riccardo Conti. Il convegno targato Ulivo servirà per far partire dalla Toscana la richiesta al governo Prodi di una legge sui suoli che questo Paese aspetta da decenni (quasi ultimo in Europa) e che finalmente separi il diritto di proprietà dal diritto di edificazione. Ma al convegno, che si tiene alla sala Est-Ovest di Palazzo Medici Riccardi, si parlerà di urbanistica toscana, di Monticchiello e del Pit in arrivo. «Il Pit è lattuazione della legge urbanistica che abbiamo approvato e traccerà le linee del governo territoriale della Toscana del 2020», dice lassessore Conti. Ma il piano, che oltre alla normativa, si comporrà di un documento strategico e di alcuni allegati su porti, aeroporti e infrastrutture, disegnerà anche il futuro in accordo col piano regionale di sviluppo: «I 125 milioni di euro di finanziamenti regionali che si stanno ora spendendo sulla Fi-Pi-Li e la nuova linea ferroviaria Firenze-Lastra a Signa-Empoli, che consentirà di dedicare la linea vecchia già nel 2007 al servizio metropolitano, rafforzeranno lasse di collegamento tra il porto di Livorno e lAlta velocità», dice lassessore Conti. E anche la Due Mari e lautostrada tirrenica faranno parte delle previsioni del Pit. Previsioni destinare a rimanere sulla carta? Chi finanzierà Due Mari e tirrenica? «Sono priorità condivise dal governo e i soldi si troveranno», assicura lassessore. Il Pit offrirà in compenso una spinta finalmente verso la società unica tra gli scali di Pisa e Firenze? «Questo non è allordine del giorno, per adesso sono previste solo forme di coordinamento», frena il responsabile regionale urbanistica e trasporti. Quanto alla tutela, dice Conti, il Pit, i cui indirizzi politici sono stati approvati dal centrosinistra e anche da Rifondazione comunista, dedicherà molta parte del capitolo normativa alla tutela delle colline e delle coste. Non propugnando limmobilismo ma stando attenti che lo sviluppo sia sempre sostenibile. Forse le villette a schiera fanno parte dello sviluppo? «Si tratta di indicare una strategia, scrivendo regole che non favoriscono lo stravolgimento del territorio», sostiene Conti. «Con il Pit vogliamo puntare ad esempio su un turismo di qualità, non certo fondato sulle seconde case». Questo significa che il Pit metterà precisi paletti contro le seconde case? «Non può essere la Regione a proibirne la costruzione ai Comuni, può però favorire un nuovo patto urbanistico con gli enti locali, oltrechè confermare che a Fiesole non si fanno svillettamenti», aggiunge lassessore. Si smetta però di parlare del caso Monticchiello come di un «ecomostro», insiste a dire Conti: «Gli ecomostri sono ben altri in Italia, lurbanistica toscana è da tutti considerata allavanguardia e Monticchiello è nato prima della nostra legge urbanistica». E se il professor Asor Rosa chiede un ri-accentramento delle responsabilità urbanistica per intensificare il controllo, Conti ribatte che solo decentrando si migliora la vigilanza: «Solo conoscendo lo specifico territoriale si tengono sotto controllo le dinamiche di sviluppo».
la Repubblica
16 Ottobre 2006
✓ Entità verificate
Un piano per il paesaggio toscano
MA
Massimo Vanni
la Repubblica
Il Consiglio regionale della Toscana discuterà entro la fine dell'anno il piano dindirizzo territoriale, noto come Pit, che regolerà lo sviluppo del territorio regionale. Il Pit dovrà bilanciare lo sviluppo economico con la tutela del territorio, in particolare delle colline e delle coste. Il piano prevede la creazione di un documento strategico che disegnerà il futuro del territorio in accordo con il piano regionale di sviluppo. Il Pit sarà anche responsabile della gestione dei porti, degli aeroporti e delle infrastrutture.
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