Casina Valadier, si apre a ottobre. Per il gioiello del Pincio è arrivato ieri il via libera definitivo del sovrintendente ai Beni archeologici, Adriano La Regina. Il ritrovamento di un mosaico e di alcuni reperti di epoca romana non hanno fermato i lavori di restling. «Andate avanti con le dovute accortezze» ha fatto sapere attraverso un fax LaRegina, che sta seguendo da vicino l'intera operazione. E così sarà. Resta ora da sciogliere solo un nodo: il mosaico recuperato potrà essere visibile al pubblico una volta aperto il ristorante? Su questo si sta ancora valutando e si prenderà una decisione in corso d'opera. L'importante, adesso, è che la Casina di Villa Borghese, dopo anni di peripezie, fallimenti e passaggi di mano, sembra finalmente aver trovato la pace che merita. La società "La Grande Cucina" che si è aggiudicata la gestione con una cordata di cui fanno parte nomi di primo piano come Carlo Caracciolo, Vittorio Ripa di Meana, Alfio Marchini, Giampaolo Letta, Matteo Montezemolo, Fendi, sta facendo le cose in grande, e soprattutto lavora in armonia con la Sovrintendenza. Ma non si inaugurerà, come previsto, in due tornate differenti: una a luglio, una entro la fine dell'anno. Tutto sarà pronto, esterno e interno, dopo l'estate. Quindi le sfilate di Alta Moda, che avevano confidato in questa preziosa ribalta, dovranno aspettare almeno fino al prossimo gennaio, I lavori, intanto, procedono a ritmi incalzanti in vista della grande festa di ottobre, per la quale è già stata stilata una lista di invitati eccellenti: imprenditori, politici e personaggi dello spettacolo anche internazionali. Nei giardini curati dall'architetto Giorgio Galletti sono stati rifatti i capitelli e rinnovati i dipinti dell'arcata, seguendo lo schema delle immagini Alinari, all'interno durante i lavori sono venuti alla luce alcuni dipinti dell'Ottocento (in corso di restauro) ed è stata salvaguardata la cisterna romana nelle cucine, nuove di zecca. A curare la complessa operazione, il project manager, Piercarlo Rampini. Per non parlare delle decorazioni, affidate a un vero e proprio maestro del genere, Federico Forquet. Il cuoco è al momento confermato: il bravissimo Antonio Sciullo (dirige la scuola professionale di cucina "A Tavola con lo Chef", cura la ristorazione del gruppo Todini, ha rilanciato l'hotel Parco dei Principi e a suo tempo il Lord Byron). Il suo nome è una garanzia, e Sciullo ha già pensato a tutto, oltre alle cucine [] ha in mente piatti degni del luogo. «Sto pensando a una cucina tradizionale - dice lo chef - classica ma non troppo, con rivisitazioni delle ricette tipiche romane». E un'offerta differenziata a pranzo e cena, non solo per le pietanze ma anche per i prezzi. Il menù? Ecco qualche piccola anticipazione. Cannoli di pasta di mais con baccalà, carciofi e pecorino, pasta cacio e pepe rivisitata e arricchita con asparagi, spalla di agnello farcita con acciughe, cicoria e buccia d'arancia. E poi i dolci, fondamentali. Semifreddi, bavaresi, crostate. Delicatessen che verranno preparate in un vero e proprio laboratorio, che venderà a tutti gli effetti anche al pubblico. Infatti la Casina Valadier funzionerà oltre che come ristorante e sala da te, anche come pasticceria dove farsi confezionare golosissimi vassoi da portare via. Insomma, ormai si tratta di far passare l'estate, e poi il gioiello sul Pincio tornerà finalmente ai romani.