«Se il problema deve essere la collocazione della direzione del nascente Istituto Superiore del Restauro (ISR), per me va bene anche Firenze. L'importante è che alla guida ci si metta il migliore del settore restauri. Che significa non tanto se sa riconoscere al volo un Rubens, bensì se è in grado di indicare l'indirizzo storico al restauratore. Tutto il resto è superfluo». Queste sono le parole di Libero Rossi, responsabile della Cgil per i beni culturali. Sono doppiamente importanti perché per la prima volta il maggiore sindacato italiano prende posizione sulla questione del ventilato accorpamento dell'Opificio delle Pietre Dure ad altri 4 istituti di restauro per formare l'ISR; secondo perché Rossi riprende la proposta lanciata qualche settimana fa dal presidente della Commissione Cultura del Comune di Firenze, Dario Nardella, di portarne a Firenze la direzione. Analizzando la caotica situazione in cui si trova il ministero diretto da Rutelli - «se rimane così non serve, perché offre servizi ridicoli» ha detto Rossi - il sindacalista ha aggiunto che «il capo dipartimento Proietti, nel presentare i suoi progetti di trasformazioni delle dirigenze del ministero, si è mosso male, come un elefante in una cristalleria»; inoltre ha giudicato sbagliato, nella finanziaria, lo stanziamento di 3 milioni di euro annui, per 3 anni, per la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, proprio nel momento in cui si cerca di risparmiare tagliando i posti dei dirigenti: «io credo che dovesse accontentare qualcuno in Lombardia, tenendo conto, cioè, di esigenze territoriali». Le prese di posizione della Cgil arrivano alla vigilia del tavolo di concertazione richiesto dalla presidente della Commissione Cultura del Senato, Vittoria Franco, e convocata domani a Palazzo Vecchio. Alla riunione - speriamo sia l'ultima a Firenze e che il confronto si sposti prima possibile nelle aule parlamentari - sono stati invitati il sottosegretario Marcucci, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, l'assessore provinciale Giovanna Folonari, Dario Nardella, la presidente della commissione cultura della Regione Toscana, Ambra Giorgi, la presidente della commissione cultura della Provincia di Firenze, Gloria Campi, la Soprintendente, Cristina Acidini (Polo museale e Opificio), il Direttore regionale per i beni culturali, Mario Lolli Ghetti. Da segnalare che i lavoratori dell'Opificio hanno approvato un documento di cui i partecipanti al tavolo dovranno tener conto. In esso, tra l'altro, si ribadisce il mandato nazionale (e non solo locale) dell'Opificio, si reclama il mantenimento della sua autonomia dirigenziale e si richiedono anche quella amministrativa e contabile, le sole in grado di parificarlo di fatto e di diritto agli altri Istituti Centrali del Ministero.
Opificio: il governo si è mosso male. Il ministero di Rutelli così non serve
Il responsabile della Cgil per i beni culturali, Libero Rossi, ha espresso la sua posizione sull'accorpamento dell'Opificio delle Pietre Dure ad altri 4 istituti di restauro per formare l'ISR. Rossi sostiene che la direzione dell'Opificio dovrebbe essere affidata al migliore del settore restauri, indipendentemente dalla sua collocazione. Il sindacalista ha anche criticato il capo dipartimento Proietti e il ministro Rutelli, affermando che il loro piano di trasformazione delle dirigenze del ministero è stato male e che lo stanziamento di 3 milioni di euro annui per la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura è sbagliato.
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