"Sòla" o capolavoro? Che cosa turisti e fiorentini vanno a vedere al ritmo di mille il giorno e cinque euro a testa in una sala attigua al cortile di Palazzo Medici Riccardi, una volta dimora del Magnifico Lorenzo e ora ufficio di Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze, che questa mostra ha strenuamente voluto con la non tanto nascosta speranza di ripetere il successo dei Bronzi di Riace? L'oggetto esposto è uno solo: grande e grosso e tutto nudo sotto gli accecanti faretti, si chiama l'"Apoxyòmenos" e, in alternativa "l'atleta di Croazia", una statua di bronzo alta un metro e novantatré centimetri, dopo più di duemila anni emersa dal mare nel 1997 davanti alla costa dell' isoletta croata di Lussino. Zagabria chiamò gli esperti del fiorentino Opificio delle Pietre Dure, guidate dal professore Maurizio Michelucci, per levare cinque centimetri di incrostazioni marine e restaurare il bronzo e alla fine del lavoro uscirono fuori il giovanotto nell'atto di detergersi il sudore dopo la lotta con l'apposito strumento, lo strigile, in greco Apoxyòmenos, e un interrogativo: come mai su quel corpo adulto tutto muscoli c'è, a netto contrasto, la delicata testa di un imberbe adolescente? I restauratori non si meravigliarono più di tanto. Di quella statua, copia romana del 50 a. C. di un archetipo greco perso, esistono altre versioni. Una, più piccola è al Kunsthistorisches Museum di Vienna; una testa è in un museo di Fort Worth, negli Usa; un'altra, in marmo, è proprio agli Uffizi, ma era stata scoperta nel Cinquecento priva di braccia, così che i disinvolti restauratori medicei gliene fecero due nuove di zecca e, ignorando l'esistenza dello strigile, gli misero in mano una brocca. Nessuna copia è, comunque, uguale all'altra, anche per dimensioni. Vincenzo Saladino, ordinario di Scienze dell' Antichità all'Università di Firenze e autore proprio di un saggio sull'"Atleta con lo strigile", edito da Giunti, riflette l'entusiasmo della Provincia di Firenze ed è per il capolavoro: «Certo che l'Apoxyomenos è una copia, ma è come l' originale, un capolavoro tardo classico, un'opera di prima grandezza». Il professor Domenico Viggiano, per venti anni direttore dell'Accademia di Belle Arti di Firenze e, per di più, scultore è per la "sòla" senza peli sulla lingua. «La differenza della testa con il corpo - dice - è troppo grande, sono mani diverse. Chi ha fatto la testa si è compiaciuto in un virtuosismo inutile nei capelli, come se volesse stupire il committente. Non sto dicendo che l'Atleta di Croazia sia un imbroglio, ma penso che lo sia stato molto tempo fa. Quella statua è decisamente brutta: le braccia sono rozze, il torso inguardabile, le gambe di maniera. Io ci riconosco almeno quattro mani». Più diplomatico il parere di Lucia Lepore, docente di Archeologia della Magna Grecia all' Università di Firenze: «Oddio non mi sembra questo orrore. Neanche una meraviglia, certo. Ha una sua eleganza, riflette il gusto dell' epoca. Sicuramente come opera d'arte non comunica niente». Sdegnata, Cristina Acidini, sovrintendente del fiorentino Opificio delle Pietre Dure che ha curato il restauro, replica a distanza: «E indubbio che quella testa di adolescente ha nei capelli un naturalismo quasi ellenistico che contrasta con il corpo, ma è anche vero che la statua ha un forte impatto, un impianto eroico, un movimento leggero suggerito dai piedi quasi danzanti». "Sòla" o capolavoro: è l'enigma emerso dal mare di Croazia.
Brutta copia o capolavoro? Dubbi sull'Atleta di Croazia in esposizione a Firenze
La Provincia di Firenze ha organizzato una mostra con una statua di bronzo alta un metro e novantatré centimetri, scoperta nel 1997 davanti alla costa croata di Lussino. La statua, chiamata "Apoxyomenos" o "Atleta di Croazia", è una copia romana del 50 a.C. di un archetipo greco perso. La mostra è stata curata dal presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, che ha voluto ripetere il successo dei Bronzi di Riace. La statua è stata restaurata dagli esperti dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e presenta un corpo adulto con muscoli e una testa di un adolescente.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo