Le parole di Salvatore Settis chiudono nel modo più autorevole la questione Ermitage: «Costruire un buon rapporto con quella istituzione è necessario. Si tratta del più grande Museo del mondo, e mantenere un buon rapporto e la fiducia di Piotrovsky è un dovere». Ma nell'intervista a Stefano Scansani il rettore della Normale va oltre. E introduce temi sui quali è doveroso riflettere, se si ha a cuore il futuro della cultura, per una città, come Mantova. «La città - sostiene il professore - ha bisogno innanzitutto di un progetto culturale forte, preciso comprensibile» anche all'estero. La chiave consisterebbe nel «prendere ed esaltare i punti forti e modificare le debolezze. C'è una quantità incredibile di realtà che vogliono fare, produrre cultura. Ecco, tutto va messo in rete, in un sistema». Sono del tutto d'accordo con il professor Settis, cosi come ho avuto modo di dirgli durante un incontro al quale ho partecipato su invito del sindaco. E infatti, subito dopo la chiusura del Festival Teatro, ho presentato a Fiorenza Brioni un progetto per la creazione di una struttura che coordini e metta in rete i quattro Festival che oggi costituiscono uno degli assi portanti di un possibile (non l'unico) progetto culturale per Mantova. Non ho ancora avuto risposta, ma confido nel fatto che il sindaco abbia preso in considerazione quelle note, che volevano essere un contributo per un approfondimento di un'esperienza culturale che credo non abbia eguali in altre città. Sono convinto che il passaggio da una versione monotematica alla proposta di un marchio culturale come «Mantova città dei Festival» sia un'occasione da non perdere né da sottovalutare. Né per la città, né per la Regione (e anzi sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il vicepresidente del Consiglio Enzo Lucchini, che ho visto così positivamente interessato alle questioni culturali mantovane). Dal mio punto di vista, l'esperienza di «Teatro» è stata, straordinariamente positiva. E dico subito che non si sarebbe potuta realizzare senza la generosa disponibilità di un intellettuale come Giovanni Pasetti, presidente della Fondazione Mantova capitale europea dello spettacolo. Grazie alla collaborazione messa in atto quest'anno per la prima volta, siamo riusciti a far dialogare teatro urbano e teatro di scena. La Fondazione ha offerto alla città una prova notevole e senza ombre della propria capacità di produrre cultura. E la città ha mostrato di gradire una proposta molto articolata, che metteva insieme una reinterpretazione del patrimonio artistico e architettonico mantovano, la sua tradizione teatrale, le migliori forze che si dedicano alla produzione di spettacoli attirando compagnie teatrali da mezza Europa. Fra qualche settimana sono certo che il miracolo si ripeterà, con il Festival Segni d'infanzia di Darlo Moretti. La «città dei Festival» non è però solo un marchio. E' una. linea capace di interpretare le potenzialità di Mantova che nel corso di un anno ha dato frutti certi e certificabili. Non so se il professar Settis la ritenga un punto forte sul quale agire. Di certo so che fa leva su un patrimonio anche umano e intellettuale che ha saputo sviluppare in modo efficace e originale l'idea che 10 anni fa ebbero i promotori del Festivaletteratura. Ora si tratta di andare avanti, con il contributo di tutti, per dare un'identità a un progetto culturale all'altezza di una città come questa. Ha ragione Settis: tutto va messo in rete. Forse è venuto il momento di ragionare. Magari tutti insieme, in un convegno che potrebbe promuovere il sindaco, se lo ritiene. A me parrebbe utile, soprattutto dopo il caso Ermitage: oportet ut scandalo eveniant, dicevano gli antichi. Di recente sono stato a Marsiglia a un seminario internazionale sul teatro (li strada. Noi di Mantova eravamo gli unici italiani presenti. Su un muro ho anche trovato una scritta molto saggia: "Le cerveau c'est comme le parachute: sa fonctionne mieux quand c'est ouvert!" («Il cervello è come il paracadute, funziona meglio quando è aperto»).
MANTOVA: DOPO L'ERMITAGE 2) Ha ragione Settis: è tempo di ragionare
Il professore di Archeologia Romana Salvatore Settis ha sottolineato l'importanza di costruire un buon rapporto con l'Istituto Ermitage di St. Pietroburgo. Il rettore della Normale, Stefano Scansani, ha espresso la stessa opinione e ha introdotto temi sulla necessità di un progetto culturale forte per la città di Mantova. Scansani sostiene che la città ha bisogno di un progetto culturale preciso e comprensibile anche all'estero, che metta in rete i punti forti e modifichi le debolezze.
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