Ventiquattrore per sorprendere, provocare, divertire e costringere a riflettere sul presente. Ventiquattrore per spiegare al paese con il più ricco patrimonio archeologico e storico del mondo che l'arte non si è fermata: si sarà interrogata drammaticamente sul suo senso, si sarà messa in discussione spesso con violenza, avrà anche provato a fare a meno dell'estetica, ma continua con insistenza a offrire originali testimonianze della contemporaneità. E' questo il principio che anima la Giornata del Contemporaneo, evento organizzato da Amaci, Associazione dei musei d'arte contemporanea italiani, e giunto alla seconda edizione. Per tutta la giornata di sabato 14 ottobre i 20 musei associati all'Amaci e le circa 400 organizzazioni e istituzioni operanti nel settore dell'arte contemporanea apriranno gratuitamente le proprie collezioni e le mostre temporanee in corso. A ciò si aggiungerà una assai particolare offerta di happening con gli artisti a contatto diretto con il pubblico. Il cartellone è ricchissimo e coinvolge l'intera penisola. Nella Galleria d'Arte Moderna di Roma, per esempio, in occasione del centenario della nascita di Cesare Brandi verrà realizzato un seminario dal titolo "Restaurare il contemporaneo". Al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano si inaugura "Il dito nella piaga", mostra itinerante del fotografo americano Andres Serrano che ripercorre l'intera sua produzione. A Napoli riflettori puntati su Castel Sant'Elmo, dove la Soprintendenza per il Polo museale organizza la duplice mostra su Anselm Kiefer e Giulio Paolini. Il Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto ospiterà la prima mostra di Douglas Gordon in Italia, con una retrospettiva sulle opere dell'artista britannico e un'istallazione creata per l'occasione. Il Castello di Rivoli punta sul genio dell'architetto Carlo Mollino, mentre il Museo Pecci di Prato sceglie "Corrispondenze", collettiva che mette a confronto opere manieristiche e barocche con quelle di artisti contemporanei. Alla Galleria civica di Montevergini, in Sicilia, si fa poi puro sperimentalismo con "Interim is mine", progetto con performance di Sonia Brunelli e Snejanka Mihaylova. Questi sono soltanto alcuni degli appuntamenti della kermesse nazionale che per l'edizione 2006 punta a superare i risultati dell'anno scorso, quando tutti i musei aderenti all'Amaci registrarono un incremento del 60 sulle visite. «L'edizione dell'anno scorso spiega Gabriella Belli, presidente di Amaci e direttore del Mart di Rovereto fu una sorta di "numero zero" per questa iniziativa. Per la prima volta le nostre organizzazioni provarono a fare rete creando un'offerta complessiva di notevole livello. E il pubblico rispose molto bene, in parte anche attratto dall'ingresso libero. L'edizione 2006 è sicuramente più ragionata: quasi tutti i nostri musei hanno organizzato specifici happening con il preciso intento di sensibilizzare il pubblico all'arte contemporanea. E' questa la strada da percorrere in un Paese in cui c'è da fare i conti con la concorrenza di archeologia e prestigiosissimi musei di arte medievale e moderna». Ma chi è il "visitatore tipo" di un museo d'arte contemporanea? «In un sito come gli Scavi di Pompei risponde Gabriella Belli o gli Uffizi ci trovi l'esperto massimo ma anche l'avventore in gita occasionale che scatta fotografie. I musei d'arte contemporanea attirano invece mediamente un pubblico di appassionati o, addirittura, collezionisti. Chi viene da noi conosce già ciò che viene a vedere e non potrebbe essere altrimenti. Entrare nelle nostre strutture significa infatti mettersi alla prova, dal momento che l'arte contemporanea costringe lo spettatore ad interrogarsi, a volte dolorosamente, sulle sorti della contemporaneità». In Italia soltanto di recente ha cominciato a farsi strada anche tra le istituzioni una sensibilità per l'arte contemporanea. «Se guardiamo a molti altri Paesi prosegue la Belli non siamo certo i primi della classe. In passato si è investito poco in strutture come i musei e oggi paghiamo le conseguenze di quelle scelte. La Germania invece, proprio perché veniva dalla drammatica esperienza della Seconda guerra mondiale, nel ricostruirsi un'identità è partita proprio dalla presa di coscienza dell'arte contemporanea. Non a caso ogni città tedesca ha un museo. L'Inghilterra punta sulle partnership dei privati e, facendo affidamento su quote di sostegno e donazioni, riesce a tenere aperti gratuitamente i centri espositivi. Qui si dà ancora spazio eccessivo agli eventi che prediligono la spettacolarità. A volte ci sono troppe mostre ma è poca la "benzina" per farle funzionare bene». Altro ambito delicato per l'arte contemporanea è il mercato. Quanto influisce sulle scelte dei curatori? «In Italia spiega la Belli pochissimo, molto meno di quanto dovrebbe, anche perché il collezionismo non è particolarmente sviluppato. Grave anche l'assenza del fenomeno contrario: i musei e le mostre non riescono a orientare il mercato, proprio perché quest'ultimo è assolutamente sottodimensionato. Assai diverse le dinamiche che riguardano santuari dell'arte contemporanea come il Moma di New York, la Tate di Londra o il Pompidou di Parigi». Giornata del Contemporaneo A cura di Amaci Sedi: Cemec di la Spezia, Castel Sant'Elmo di Napoli, Castello di Rivoli (Torino), Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, Centro Luigi Pecci di Prato, Cesac di Cuneo, Gam di Torino, Galleria civica d'arte contemporanea di Trento, Galleria civica d'arte contemporanea di Montevergini (Siracusa), Galleria civica di Modena, Galleria comunale d'arte contemporanea di Monfalcone, Galleria d'arte moderna e contemporanea di Bergamo, Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, Gam di Bologna, Man di Nuoro, Macro di Roma, Mart di Rovereto (Trento), Maxxi di Roma, Merano Arte di Merano, Museion di Bolzano, Museo del Nocevento di Milano, Pac di Milano, Palazzo delle Papesse di Siena. Per informazioni: 035 399528