"Deploro lo stato d'abbandono in cui versa il Real Sito di Carditello, nonostante l'oggettivo valore storico-artistico e gli svariati milioni di euro spesi dallo Stato, e quindi dai cittadini, per il suo restauro. L'ente proprietario del bene, ossia il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, è obbligato dalla legge alla conservazione ed alla sicurezza del sito. In caso di ulteriori danni a Carditello segnaleremo l'inadempienza del Consorzio proprietario alle autorità giudiziarie per i dovuti provvedimenti previsti dalla legge". Parole dure quelle di Enrico Guglielmo, Soprintendente ai Beni Culturali di Napoli e da qualche mese anche di Caserta, che affonda il colpo: "In qualità di ufficiale dello Stato segnalerò la cosa al ministero e sosterrò il diritto di prelazione di cui possiamo avvalerci in maniera prioritaria in caso di vendita all'asta di Carditello. Chiaramente, dal prezzo di valutazione del bene, lo Stato sottrarrà i milioni di euro già spesi per i lavori di restauro portati avanti dal 1998 al luglio 2006". Cinque miliardi di vecchie lire, frutto degli utili del gioco del lotto, furono spesi per il restauro della Palazzina Reale di Carditello, lavori avviati nel '98 e ultimati nel 2004. Poi si mise mano ai fondi ordinari della Soprintendenza di Caserta per il restauro dei primi due corpi delle scuderie reali, lavori ultimati a luglio scorso. "E' inammissibile che Carditello venga messo in vendita a fini di lucro, dopo i cospicui soldi spesi dallo Stato per restituirlo all'antico splendore - tuona Giovanna Petrenga, ex Soprintendente di Caserta e promotrice di innumerevoli incontri e tavole rotonde sul destino del real sito -. Quei soldi vanno restituiti alla comunità rendendo fruibile e aperto al pubblico il complesso". Intanto il consigliere regionale Fi Giuseppe Sagliocco ha sollevato il caso alla Regione con un'interrogazione al presidente Bassolino, al presidente del Consiglio Regionale Lonardo, ed agli assessori Di Lello, Cozzolino, e Valiante: "Chiarite il motivo per cui nulla è stato fatto per porre in esecuzione la volontà regionale dichiarata nella delibera del 24 gennaio 2003 - dice Sagliocco - avallata anche dalla volontà del ministero dei Beni Culturali che, attraverso l'esborso di svariati milioni di euro, ha dimostrato di essere consapevole del valore del sito borbonico e della sua rilevanza come possibile vettore trainante di una ben più vasta ed importante filiera turistico-culturale".
Guglielmo, Soprintendente ai Beni Culturali di Napoli e di Caserta: Deploro lo stato d'abbandono del Real Sito di Carditello.
Il Soprintendente ai Beni Culturali di Napoli, Enrico Guglielmo, ha espresso amara delusione per lo stato di abbandono del Real Sito di Carditello, nonostante gli sforzi del governo per il suo restauro. Il sito, proprietà del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, è stato oggetto di lavori di restauro che hanno richiesto cinque miliardi di vecchie lire. Guglielmo ha affermato che lo Stato ha il diritto di prelazione in caso di vendita all'asta del sito e che i soldi spesi per il restauro devono essere restituiti alla comunità.
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