Grazie a un accordo con il Boston Museum tre dei capolavori sono tornati in Italia. Li espone Museo Nazionale Romano fino al 29. Al premier Romano Prodi, fra i primi a visitare ieri la speciale mostra "13 capolavori tornano a casa" a Palazzo Massimo, la cosa più strana è stata venire a sapere che i manufatti attici e italici appena restituiti dal Boston Museum of Fine Arts al governo italiano erano esposti regolarmente nella struttura del Massachussetts. Il Presidente del Consiglio lo ha chiesto più di una volta. Eppure, si interrogava Prodi, quei reperti provenivano da scavi clandestini, erano stati trafugati dall'Italia. Com'è stato possibile permettere una cosa del genere? Il problema rimane per altre strutture museali americane come il Getty Museum, al centro di polemiche (e di un processo) per aver acquisito oggetti attraverso i "tombaroli". Ne conviene il ministro dei Beni Culturali Rutelli: «Ci sono negoziati in corso con altri istituti museali, ed il più difficile di tutti è con il Getty Museum». Ma ammette anche che quello di Boston è stato «un gesto senza precedenti» che «corona un grande successo». Chiosa Romano Prodi, dopo aver lodato i Carabinieri, velocissimi nel rintracciare le opere trafugate: «Siamo stati bravissimi. Ora, perché no, potremmo chiedere al Louvre di ridarci la Gioconda...» IL PUBBLICO ROMANO può dunque godere di questa straordinaria esposizione di tredici capolavori che saranno in mostra al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo fino al prossimo 29 ottobre, per poi imbarcarsi in un tour che toccherà le principali città italiane. Tra gli oggetti esposti anfore greche provenienti dalla Puglia, vasi, e due preziose statue di marmo trafugate da Villa Adriana a Tivoli, la testa di Antinoo, amante dell'imperatore, e la statua di Vibia Sabina, sua moglie: i due affetti più grandi di Adriano ora sono riuniti sotto lo stesso tetto.