Inchiesta della procura di Velletri. Indagati un conte, un'insegnante e un esperto d'arte Dopo il clamoroso furto alla Galleria d'arte moderna nel '98, ora è la volta delle contraffazioni. Nel centenario della sua morte, mentre nella natia Aix-en-Provence si celebra la più importante retrospettiva del maestro dell'impressionismo, a Roma viene allo scoperto un probabile traffico d'opere d'arte contraffatte, di Cézanne e di Modigliani. Recuperate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, in un indagine promossa dalla Procura di Velletri, sette foto di una «Natura morta (bottiglia e frutta)» fasulla attribuita al maestro della Provenza. Recuperata anche, a quanto pare, la stessa tela. E insieme alla contraffazione di Cézanne ecco spuntare fuori anche la foto a colori di un nudo di donna seduta su un divano, verosimilmente un Modigliani. Nel mirino dell'inchiesta, ancora alle prime mosse, tre indagati presso i quali è stata trovata la documentazione sospetta: Rita Cesaroli, ex insegnante, il conte Sandro Ronchella e il critico d'arte Umberto De Grandi. Le «opere sarebbero appartenenti al nobile. Nell'abitazione dell'ex insegnante è stata rinvenuta la documentazione sospetta. Il legale di uno degli indagati, l'avvocato Gianiuca Arrighi, dice: «anno effettuato una perquisizione anche personale del mio assistito in pigiama alle 7 del mattino... E tutto si risolverà poi in una inevitabile bolla di sapone».