Musei e gallerie gratis in tutta Italia, domani, per la seconda Giornata del contemporaneo, promossa da Amaci, Associazione dei musei d'arte contemporanea italiani, con il sostegno del ministero per i Beni e le attività culturali e della Darc, Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea. Nata nel 2003 per coordinare le istituzioni legate alla contemporaneità e sviluppare politiche comuni, l'Amaci ha lanciato l'anno scorso questa iniziativa. Un'occasione di «porsi in ascolto del mondo e vivere il presente - ha ricordato Gabriella Belli, presidente dell'associazione, alla conferenza stampa di ieri a Palazzo del Collegio Romano - con la guida degli artisti». Tanti gli spazi aperti (20 musei e 400 organizzazioni pubbliche e private) per avvicinare il grande pubblico a un'esperienza, a volte complessa, ma essenziale per comprendere la realtà. E stimolare i giovani a un linguaggio ancora poco diffuso a scuola e nei mezzi d'informazione, ha ribadito Danielle Mazzonis, sottosegretario del ministero per i Beni e le attività culturali. A Roma, oltre ai numerosi spazi privati, si potranno visitare la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e il Maxxi, Museo delle Arti del XXI secolo, per il quale - ha assicurato il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli - «stiamo facendo di tutto per evitare lo stop dei lavori. Speriamo che quando ci rivedremo alla terza edizio ne di questo evento, se non li avremo conclusi, potremo dire almeno di essere a buon punto». Ottimista anche il direttore della Darc, Pio Baldi che, dopo il boom dei musei civici o della civiltà contadina, dal 2003 ha visto «raddoppiare il numero degli spazi pubblici dedicati al contemporaneo». Ultimo nato, il Musma, Museo della scultura contemporanea, che aprirà domani nel suggestivo rione dei Sassi di Matera. «Un bell'orto per l'arte ortodossa» l'ha definito Michelangelo Pistoletto, testimonial della seconda giornata del contemporaneo, che ha realizzato per l'occasione un'immagine originale tratta dalla sua opera «Divisione e moltiplicazione dello specchio». Una metafora, lo specchio, che è una costante del suo lavoro: elemento visivo e di conoscenza, in cui lo spettatore incontra il mondo. E sul rischio di spingere l'arte ai margini del sistema politico-economico, il maestro avverte: «E uno sbaglio, perché l'Italia affonda le sue radici nella cultura e questo albero deve essere sempre innestato con nuovi virgulti». Tra le mostre che domani si potranno visitare gratuitamente alla Gnam, la personale «Sante Monachesi. Perspex e evelpiuma. 1959-69» e i'opera fotografica «Fervor» dell'artista iraniana Shirin Neshat. Nella sezione «Omaggio a Cesare Brandi» si potranno osservare invece le opere degli artisti italiani degli anni Trenta e Quaranta, più amati dallo studioso.