Il più parco di parole è stato il direttore del settore Patrimonio, Luigi Bassetto, che può essere considerato il padre putativo dell'operazione di cartolarizzazione condotta dal Comune. «Mi pare un successo», si è limitato a dire quando ormai si profilava la vittoria degli investitori singoli sui gruppi che avevano presentato offerte complessive, e dunque maggiori entrate per Ca' Farsetti. Poi a fine asta è scomparso. «Fa sempre così, sparisce per andare a fumarsi le sigarette», ha sorriso l'assessore al Patrimonio, Mara Rumiz, in una sorta di affettuoso ringraziamento al proprio dirigente. «Esprimo grande soddisfazione per il risultato dell'asta, che considero ottimo, anche oltre le aspettative», ha poi commentato l'assessore, svelando un piccolo retroscena. «Cacciari si è impegnato a lasciarmi per le politiche sulla casa tutto quello che avremmo, incassato in più rispetto a 55 milioni di euro - ha raccontato -, speriamo che se lo ricordi. Mannaggia, ho sbagliato, col sindaco dovevo tenermi più bassa - ha aggiunto -, e anzi corro subito nel suo ufficio perché basta che mi distragga 5 minuti e non trovo più una lira». L'assessore ha comunque sottolineato che sono rimasti invenduti 4 lotti, per cui si è detta certa che alla fine di una nuova asta le entrate complessive saranno anche maggiori. «Toglierò dal lotto - ha però preannunciato - l'ex scuola di Torcello, che interessa alla Provincia per una possibile espansione del Museo nell'isola». Anche il direttore generate del Comune, Vincenzo Sabato, ha rilasciato una, dichiarazione, soprattutto per precisare alcuni aspetti tecnici. «Va sottolineato -ha infatti detto - che dei 60 milioni di euro realizzati con la vendita all'asta, 26 milioni e mezzo erano già stati introitati dal Comune, dopo che il consiglio comunale aveva dato avvio alla procedura di cartolarizzazione, in quanto la "società-veicolo" (la Vecart spa, ndr) li aveva versati quale anticipo sulla futura somma ricavabile con la vendita. Questa somma è stata quindi iscritta a bilancio nel 2003 e destinata a investimenti per varie opere pubbliche, soprattutto in terraferma, opere oggi in corso di esecuzione. «La somma rimanente - ha aggiunto Sabato -, attorno ai 33 milioni e mezzo di euro, è stata anch'essa già iscritta a bilancio, nel preventivo per il 2006, all'interno della più ampia voce di entrate per alienazioni immobiliari e patrimoniali, e destinata a investimenti per opere pubbliche, anch'essi già iscritti nel bilancio di previsione 2006».