Hanno vinto i "piccoli" (per modo di dire) sui megainvestitori: l'asta pubblica per la cartolarizzazione del Comune, la vendita, insomma, dei gioielli di farniglia di Ca' Farsetti, ha infatti visto prevalere chi ha fatto offerte per i singoli lotti anziché le due uniche società che avevano proposto di acquistare in blocco i 13 beni messi sul mercato. Il Comune, infatti, che ha bandito l'asta, si è cautelato ipotizzando due alternative: la possibilità di vendere tutto in un unico boccio, o la possibilità di vendere singolarmente i lotti qualora la somma delle offerte separate fosse risultata più conveniente. E così è stato. Alla fine, su di una base d'asta complessiva di 49 milioni e 395 mila euro, il Comune ha incassato 60 milioni e 64 mila 581 euro, dai quali dovrà detrarre 26 milioni e 500 mila euro già ricevuti nel 2003 dalla Vecart Spa, una società controllata al lOOperlOO alla quale erano stati ceduti i beni coi quali era stata garantita l'emissione di obbligazioni collocate presso investitori istituzionali. Dall'importo, il Comune dovrà anche detrarre le spese che spettano alla banca d'affari Dexia Crediop, che ha guidato l'intera operazione di cartolarizzazione, e alla Yard di Milano, che ha materialmente gestito l'asta. Un'asta pubblica, avvenuta ieri mattina nell'aula del consiglio comunale, alla presenza dei rappresentanti degli investitori e di un pò di curiosi. Alle 9.30 sono state aperte le buste (una, quella di una signora, Anna De Summa, è stata scartata perché non chiusa), e il direttore del settore Patrimonio, Luigi Bassetto, ha indossato i panni del banditore, leggendo prima le offerte singole, poi le due offerte globali: 63 milioni di euro da parte della Cera Italy P. Sas, e 61 milioni e 261 mila euro da parte della Estate Capital Srl. Non è stato possibile sapere con quali finalità avessero voluto comprare tutto. «Non dico neanche come mi chiamo», ha ridacchiato : Gianfranco Mossetto, l'ex assessore alla Cultura della prima giunta Cacciari che rappresentava l'Estate Capital. «Vincono i lotti singoli», ha comunicato Bassetto dopo che la commissione d'asta ha sommato le singole offerte: 63 milioni e 195 mila euro contro i 63 milioni della Cera Italy Sas. Alle stegole offerte, infatti, vanno assommati gli importi a base d'asta, ridotti del 10 per cento, degli eventuali lotti inoptatti che nel caso sono stati 4: l'ex scuola di Torcello, un appartamentino a San Donato di Murano, Palazzo Foscari - Contarmi (proprio ai piedi del Ponte della Paglia), palazetto Colleoni a Murano. Questo meccanismo spiega come in realtà il Comune abbia apparentemente incassato meno dalle vendite separata (poco più di 60 milioni di euro) che dalla vendita in blocco (potenzialmente 63 milioni di euro), ma bisogna tenere conto che 4 lotti ora possono venire messi di nuovo all'asta. . La commissione ha immediatamente analizzato tutte le offerte sui lotti singoli, procedendo; alle assegnazioni o ammettendo al rialzo quelle la cui differenza era inferiore all'8 per cento, che sono state solo 2: la venezianissima Vettore Srl contro l'Alfaveneta Srl per Palazzo Bonfadini, e Davide contro Golia, ovvero la dipendente comunale Luisella Bianchi contro il gigante della distribuzione Metro Srl per l'ex sede dei Vigili urbani a San Polo. «Procediamo col metodo della candela vergine, solo che la candela non si usa più, ma resta il tempo», ha annunciato Bassetto, dando in pratica 20 minuti per rinnovare le offerte in busta chiusa. Per Palazzo Bonfadini l'ha spuntata Vettore (9.520.000 euro contro 9.509.999); perl'ex sede dei vigili Luisella Bianchi (194.051 euro), perché il rappresentante della Metro aveva una delega, ma non la richiesta procura. Il lotto più ricco è stato Palazzo Nani, andato ad Alfaveneta per 18 milioni e 500 mila euro; le Conterie hanno invece segnato il maggior rialzo: 8 milioni e 35 mila 200 euro su una base d'asta di 3 milioni e 650 mila euro. L'offerta era della Lagare Spa, ed è stata l'unica: da mangiarsi le mani!
Assegnati 9 dei 13 immobili della cartolarizzazione. A Ca' Farsetti entrano 60 milioni, contro i 49 di base d'asta
Il Comune di Venezia ha concluso l'asta pubblica per la cartolarizzazione dei suoi beni, vendendo i "gioielli" di Ca' Farsetti per 60 milioni e 64 mila 581 euro. Le offerte sono state sommate, con prevalere chi ha fatto offerte per i singoli lotti anziché le due società che avevano proposto di acquistare in blocco. Il Comune ha incassato 49 milioni e 395 mila euro, dai quali dovrà detrarre 26 milioni e 500 mila euro già ricevuti nel 2003. Le spese per la banca d'affari Dexia Crediop e la Yard di Milano sono state detratte dall'importo.
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