Dopo il papà evasore e il figlio tombarolo, tra ampolle, pissidi e brocche d'epoca romana, spunta anche un ex bancario. L'inchiesta è sempre la stessa. Ed è quella della Guardia di Finanza del comando provinciale di Pesaro e Urbino che già alla fine del luglio scorso ha visto finire nei guai quattro persone (un 24enne di Montecchio e altre tre residenti a Pesaro, Novafeltria e Rimini) per aver violato le norme del codice dei beni culturali. Adesso a essere denunciato a piede libero per lo stesso reato è un pensionato originario di un paesino della provincia di Ancona ma residente a Parma. Si tratta di un ex bancario con la passione per i reperti antichi, in particolare per i vasi del VI-VII secolo a.C.Gli uomini delle Fiamme Gialle sono arrivati a bussare alla porta del pensionato tutt'altro che indigente seguendo la pista che partiva da uno dei quattro denunciati nelle prima fase delle indagini. Del resto, i finanzieri l'avevo detto che non finiva lì e che stavano ricostruendo la rete di contatti tra i collezionisti di Marche ed Emilia Romagna. E quella pista li ha portati fino a Parma a scoprire nell'appartamento del bancario in pensione un vero e proprio tesoro. Tra divani, bacheche e tavolini c'erano, in bella mostra, dodici vasi a decorazione geometrica risalenti tra il VI e VII secolo a.C caratteristici del territorio della provincia di Foggia e ben 183 monili risalenti all'età romanica e preromanica. I reperti, acquistati o scambiati illegalmente dall'ex bancario, sono stati periziati dagli esperti del Patrimonio artistico delle Marche che hanno confermato il loro ingente valore storico e artistico. Tutti gli oggetti, come è successo nel primo sequestro, verranno restituiti allo Stato che, secondo la legge, ne è il legittimo proprietario. Em.I.
PESARO Ex bancario aveva in casa un tesoro di antichi reperti
Un ex bancario di Parma è stato denunciato per aver violato le norme del codice dei beni culturali. La Guardia di Finanza ha scoperto che il pensionato aveva acquistato o scambiato illegalmente reperti antichi, tra cui dodici vasi a decorazione geometrica risalenti al VI-VII secolo a.C. e 183 monili risalenti all'età romanica e preromanica. Gli oggetti sono stati periziati dagli esperti e confermati di ingente valore storico e artistico. Tutti gli oggetti saranno restituiti allo Stato. Quattro persone sono state già denunciate per lo stesso reato.
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