La devoluzione (anzi, se vogliamo dirlo in perfetto lumbard, la devoliuscion è naturalmente, lo sanno tutti, una macchinazione della destra, in particolare della Lega. Le forze di sinistra devono, è palese, combatterla con tutte le proprie forze, anzi: fare le barricate. Infatti.. . Infatti, guardiamo qual è la proposta per i beni culturali che viene da una regione "rossa", governata da una solida maggioranza di sinistra con forte presenza Ds, la Toscana. Un documento intitolato Legge per una proposta di autonomia speciale per i beni culturali e paesaggistici per la Toscana, elaborato dalla Regione e attualmente in discussione, fa più o meno il seguente ragionamento: (a) il nuovo titolo V della Costituzione (quello varato dal governo Amato, a maggioranza risicatissima, nei suoi ultimissimi giorni di vita) prevede di ampliare le competenze delle Regioni sui beni culturali; (b) la Regione Toscana ha una sua alta specificità nel campo dei beni culturali; (e) il ministero dei Beni culturali opera in modo disorganico, contraddicono e inefficace; ergo, (d) la Toscana deve appropriarsi dei propri beni culturali. In che modo? Semplice: «I beni ed il personale sono trasferiti agli enti locali, mentre restano alla Regione le Soprintendenze» (citazione letterale). In altri termini, l'intero apparato statale dei beni culturali in Toscana viene trasferito integralmente alla Regione, la quale immette nei propri ruoli le Soprintendenze, mentre trasferisce agli enti locali i beni e i musei. Antonio Paolucci diventa un funzionario regionale, mentre gli Uffizi diventano un museo comunale. Con quali risorse la Regione Toscana intende gestire questa nuova situazione? Ovvio, coi soldi che ora lo Stato spende per le medesime strutture, e che deve (secondo la proposta) trasferire alla Toscana, trasferendo alla Regione il proprio "potere impositivo" per le cifre corrispondenti (i toscani pagheranno meno tasse allo Stato, più tasse alla Regione); la Regione, a sua volta, devolve a ciascun comune il "potere impositivo" relativo ai costi che esso deve sostenere (i cittadini di Firenze dovranno con le loro tasse pagare i custodi degli Uffìzi e degli altri musei comunali: il Bargello, Palazzo Pitti e così via...) . Evidentemente, un nuovo principio politico arieggia nella Penisola: la devoliuscion è orrenda e pessima se proposta dalla Lega, virtuosa e ammirevole se proposta dai Ds. O se preferite: è vituperevole, se si riferisce alla sanità, alla scuola, alle polizie locali; ma diventa degna di ogni elogio se si riferisce ai beni culturali. E che cosa deve accadere dei beni culturali nel resto d'Italia? I Soloni toscani non se ne preoccupano, non ci pensano, se ne infischiano. Pensi a se stessa, la Toscana. Il resto, rimanga pure allo Stato, non importa. La Toscana «ha una sua alta specificità» (le altre Regioni, evidentemente, no).
Paolucci dipendente comunale?
La Regione Toscana ha proposto una legge per l'autonomia speciale dei beni culturali e paesaggistici. Il documento sostiene che la Toscana debba appropriarsi dei propri beni culturali per via della disorganicità e inefficienza del ministero dei Beni culturali. La legge prevede il trasferimento degli enti locali e dei beni ai comuni, mentre le Soprintendenze rimangono alla Regione. La Regione intende gestire la situazione con le risorse che ora lo Stato spende per le medesime strutture. Il progetto è stato proposto dalla maggioranza di sinistra della Regione, con forte presenza del Partito Democratico. La legge è attualmente in discussione.
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