Ledda (Legacoop), in una lettera all'assessore Adamo, insiste per una sede in città Con una lettera indirizzata al presidente della Regione Agazio Loiero ed al vice presidente ed assessore ai beni culturali Nicola Adamo, il responsabile del settore servizi sociali della Legacoop calabrese ripropone la necessità di una soprintendenza ai beni culturali a Catanzaro. "Pur non essendo di competenza della Regione Calabria - scrive Ledda - stabilire la costituzione di una sede della Soprintendenza autonoma nel capoluogo di regione, intendiamo sottoporLe alla sua attenzione le ragioni di tale richiesta. Con un decreto Ministeriale dell'8 marzo 1985, - scrive Ledda - il Ministro per i beni culturali e ambientali ha decretato la costituzione di un centro operativo in Catanzaro nell'ambito della Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Cosenza, poiché si riteneva opportuno per la migliore tutela del patrimonio architettonico artistico e storico della città e della provincia di Catanzaro un ufficio a più immediato contatto con i beni medesimi, la cui sede geografica consentisse un funzionamento più agevole delle attività di tutela e restauro dei beni culturali. Dopo venti anni, - denuncia Ledda - non solo si è rafforzato il centro operativo, ma si è deciso di smembrare la sede spostando una parte nel parco archeologico della Roccelletta, con mutilazioni e lacerazioni inutili per un ufficio così nevralgico per le politiche sui beni culturali". La Legacoop Servizi, dice ancora Ledda "ritiene di dover riconfermare la richiesta di dotare Catanzaro e la sua Provincia di una struttura autonoma, capace di intervenire nel vastissimo patrimonio storico - archeologico, monumentale e pittorico in parte ancora sconosciuto, senza si interpreti questa necessita in una volgare posizione campanilistica, fenomeno molto diffuso nella nostra Regione. Allo stato attuale non si è in condizioni - continua - di avviare un indagine capace a realizzare interventi programmati e di alto contenuto scientifico, provocando non un danno alla città ma all'intero patrimonio esistente. Nella Regione Toscana, che certamente dispone di beni culturali conosciuti in tutto il mondo le sedi sono collocate oltre che nel capoluogo Firenze, a Pisa, Lucca, Siena. In Campania a Napoli, Pompei, Caserta, Salerno. In Puglia a Bari, Lecce, Taranto. Catanzaro risulta l'unico capoluogo - dice - a non avere una delle strutture sopra elencate, tranne l'archivio di stato che è presente in tutti i capoluoghi di Provincia (finora esclusa Crotone per l'indifferenza degli organi preposti). La mancanza della Soprintendenza - secondo Ledda - non permette una seria tutela, conservazione e valorizzazione adeguata dei beni culturali, inoltre non permette di intervenire in via sostitutiva su coloro che sono privati detentori e possessori di beni". Alla lettera Ledda allega una sorta di mappa dei siti della provincia. "Vi chiediamo - conclude - pertanto un vostro autorevole intervento presso il Ministero preposto per avviare l'iter del procedimento per la costituzione della nuova sede a Catanzaro".